SONO UN EDITORE INDIPENDENTE – Sandro Salvagno

Da trent’anni, quasi segretamente vengo a conoscere una piccola-grande letteratura fatta di visioni, di cieli e di sogni. Una letteratura che stupisce prima di tutto me stesso, una letteratura che ha una dignità straordinaria, che rimarrebbe segreta se non fosse a me confessata, prestata con prudenza, affidata con pudore. E’ un mondo in cui entro in punta di piedi come in un sacrario, un modo che rimarrebbe inaccessibile se io non cogliessi il messaggio segreto e non lo incoraggiassi a diventare libro. Io sono un piccolo editore, uno di quelli che vivono pubblicando e vendendo libri. Essere oggi, come ieri, piccolo editore significa lottare in un mondo dove tutto viene schiacciato e oscurato da chi può e deve contendere anche la più piccola fetta di mercato. Il piccolo editore può essere tale solo se si crea una nicchia di competenza, dove dar voce a tanti autori che presso i grandi non avrebbero neanche la possibilità di presentare un manoscritto. Pubblicare un libro è la cosa più facile al mondo, però il problema reale è avere la possibilità di distribuirlo nelle librerie, cosa quasi impossibile, oppure di affidarlo a qualche venditore web che sia in grado di venderlo. Ma dov’è il problema, se un piccolo editore si affida ad una qualsiasi realtà distributiva ha dei costi che si aggirano sul 50/55%, quindi se devo guadagnare e far guadagnare su un libro che complessivamente a me costa un tot, quel tot dev’esse almeno triplicato, perché la spesa a monte consiste nel pagare i costi di produzione, un bravo redattore, IVA e perché no, dare qualcosa anche all’autore. Quando il libro viene affidato ad un distributore, solitamente questo viene messo in uno scaffale e lasciato in attesa che qualche libreria lo richieda, ma, se non ci sono rappresentanti che vanno a presentarlo per le librerie, il libraio non potrà mai sapere dove trovare il libro è questo il vero grande problema che in Italia, abbiamo delle case di distribuzione che non accettano piccoli editori o se li accettano i loro libri fanno la fine che ho accennato pocanzi. Allora cosa rimane da fare nell’era di internet, pubblicare il libro, farlo conoscere attraverso i social, e riuscire a mantenere un prezzo che sia alla portata di tutti e che soddisfi i bisogni di chi l’ha scritto e di chi lo ha realizzato. Quelli che vi ho descritto sono solo appunti di viaggio, di un lavoro, che valorizza chiunque vuol difendere la memoria dall’oblio. E’ il sale della vita quello che dà sapore al lavoro umano. Anche il mio.

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