MODA: LETTERA DI UNA EX ANORESSICA – Chiara Daino

IL MASSACRO È DI MODA: lettera dai camerini

Forse non tutti sanno che…
Ricordate la settimana enigmistica? Ecco. Forse non tutti sanno che attesi quasi vent’anni prima di pubblicare queste righe. Perché? Perché la digestione del dolore richiede tempo e la gestione delle parole – ancor più ne vuole. Recentemente mi chiesero come fosse la vita «da modella» e la risposta è conclamata: «da malata riccamente vestita». Molti ancora credono si cada nella trasparenza dell’anoressia per conquistare la sfilata, ma raramente è così: scelgono già i malati.
All’apice del mio morbo – come da sciatto copione prevedibile – mi fermò un uomo per strada: «scusa, hai mai pensato di fare la modella?». Considerandolo il più banale degli approcci mi limitai insultarlo, ma lui continuò insistere e, verificate credenziali, accettai per pratico e atavico bisogno [di soldi e per gli studi].
Cosa poi sia successo, lo capite anche voi: ho difeso – il mio onore.
Tre tentativi di stupro nei camerini; insulti gratuiti e quotidiani; violenze d’ogni tipo e soldi, una montagna. I soliti segreti di Pulcinella. Pure: non sono queste le «pietre d’inciampo» che voglio riproporre, ma alcuni fondamentali per ragionare oltre. Perché scelgono già persone malate? Sinceramente non mi sentivo un granché attraente [1 metro e 70 per 32 chili] e decisi scoprire quale bellezza misteriosa possedessi.
«Non possiamo dirlo, mia cara, ma dovresti arrivarci da sola. L’abito deve cadere come se fosse appeso su una gruccia perché non ci sono più sarti validi. Non sanno cucire e si vedrebbero i difetti. Calcola quanto guadagno porti l’industria della moda all’Italia ed eccoti spiegato perché tu per noi sei solo un appendiabiti».
Mezzosorrisi; sfilai e poi invitai alcune modelle russe nel locale dove lavoravo come cameriera. A fine turno decisi offrire a tutte un gelato, ma non notai – due tavoli dietro – fosse seduto anche il mio agente che si alzò di scatto e mi piazzò uno schiaffo davanti a tutti: «sei impazzita? Vai a ficcarti sùbito due dita in gola. Non puoi permetterti il gelato e lo sai». Restituii lo schiaffo e conclusi la mia carriera.
Gustandomi il miglior cono alla stracciatella della mia vita.

Nella foto la modella Isabel Caro morta a 28 anni. Pesava 31 kg

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2 Commenti on "MODA: LETTERA DI UNA EX ANORESSICA – Chiara Daino"

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fabrizio.ibba@gmail.com
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fabrizio.ibba@gmail.com

che grandissimi figli di cani. Si puo’ dire?

ENRICO NASCIMBENI
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Certo che si può dire Fabrizio.

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