QUEI GIORNI SBAGLIATI – Enrico Nascimbeni

Ci sono quei giorni sbagliati. Nella vita tutti ne abbiamo collezionati parecchi. Quei giorni dove si mischiano i bilanci di una vita e le cose che potevamo fare e non abbiamo fatto. Il nodo alla gola arriva come una cravatta che non ti piace. Tutto quello che succede intorno a te ti irrita e ti spaventa. Soprattutto ti spaventa. Basta anche un rumore per farti trasalire. Un rumore che fino a ieri era amico. La lavatrice che va. La carta di una caramella. Sembra che persino le cose immobili ti stiano per venire addosso. “Ovvio il medico dice sei depresso ma nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento” canta Guccini. E forse il medico ha ragione. Sei depresso. Anche se apparentemente sta andando tutto bene sei depresso. E cerchi di analizzare il motivo del ritorno prepotente del male oscuro. Tuo amico da sempre. Più o meno da sempre.

Uno dei motivi è, ad esempio, che ascolti le canzoni che hai sempre amato e non ti ci trovi più dentro. Troppo vecchio per essere sulla spiaggia a baciarla sotto la luna. Ti guardi e pensi che saresti ridicolo alla tua età. E così la bellezza, nel senso universale del termine, se ne va. Su un treno che non torna più. Fumi una sigaretta dopo l’altra. E la cosa che più ti spaventa è che non provi uno straccio di emozione. Avulso. Colpito da misantropia che hai sempre odiato. Con un pensiero fisso: questo non sono io ma mi ci hanno fatto diventare così. Ma è un pensiero parecchio vigliacco. Trattasi di tentativo di autoassoluzione. Anche se dentro di te sai che hai ancora tanto amore da riempire un oceano. Ma sei bloccato. Per un miliardo di motivi. Non ti lasci andare. E ti lasci vivere come barca alla deriva.

Non c’è un buon finale o una spiegazione salvifica alla fine di queste parole. L’altalena è vuota. I gelati sono finiti. Pure i libri sono stanchi.

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2 Commenti on "QUEI GIORNI SBAGLIATI – Enrico Nascimbeni"

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Andrea
Ospite

La realtà imposta, fatta di schemi e dogmi, è un’assassina spietata delle nostre emozioni, ci rende pian piano sterili… lì dove un tempo si gioiva per un bacio ora c’è paura di essere giudicati… diventare adulti stando a delle regole imposte da chi sa chi è logorante… bisognerebbe avere la forza ed il coraggio crescere privandoci di ogni pudore impostoci… e lasciare gli occhi liberi di emozionarsi senza vergogna

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