ROBERTO VECCHIONI, IO E COME E’ NATA “VINCENT” – Enrico Nascimbeni

Come nasce il testo di una canzone scritto a quattro mani? Quali alchimie e momenti di mare si cercano e si trovano? Dove lo si scrive? Quanto tempo ci si mette? A queste domande temo che non risponderò. Preferisco raccontare. E che siano gli altri ad immaginare e sognare. Quelli che ascoltano.

Andai un pomeriggio a casa di Roberto Vecchioni. Gli feci ascoltare una canzone degli anni Sessanta, di Donald Don McLean. “Vincent”. Dedicata all’immenso pittore . Gli dissi che si poteva fare in italiano stravolgendo il testo e che lui l’avrebbe potuta cantare e incidere nel suo uomo album. Detto fatto. Andammo in cucina. Tanti fogli di carta bianca. Biro e al primo momento silenzio. Ognuno di noi cominciò a scrivere delle frasi. Io fumavo una sigaretta dietro l’altra e Roberto sigari a profusione. Dopo nemmeno un’ora il silenzio venne violato. Lui cominciò a parlare della sua Inter. Io del mio Milan. E scattarono le offese da stadio. E le risate. E intanto scrivevamo. Si potevano trascurare le donne? No. Parlammo di donne. Le donne della nostra vita. Di particolari anatomici a noi tanto cari. Il culo delle donne soprattutto. E ne parlavamo seriamente. E scrivevamo. Potevano mancare i ricordi? No di certo. E sul tavolo scivolavano i nostri ricordi. Fino a piangere e ridere insieme.

In quattro ore il testo di Vincent era pronto. Ci accorgemmo che avevamo scritto della nostra amicizia e di noi. Come accade spesso, anche se la canzone parla di un’altra persona. Quel testo eravamo noi. Con le nostre paure. Il nostro ego. Le nostre vite. Avevamo scritto di una storia di amore tra due uomini. Van Gogh e Gauguin. Roberto ed Enrico.

Il tempo è passato. Siamo cambiati e lontani. Ma le canzoni restano. Rumorose testimoni di momenti infiniti.

– La foto è di Fabio Nova –

Lascia una recensione

2 Commenti on "ROBERTO VECCHIONI, IO E COME E’ NATA “VINCENT” – Enrico Nascimbeni"

Notificami
avatar
Ordina per:   più nuovi | più vecchi | più votati
Vincenzo
Ospite

Bellissima canzone di Don McLean che mi riporta a remoti ricordi della mia giovinezza. Dedicata a Vincent Van Gogh e a tutti glii artisti che, a causa della loro spiccata sensibilità, soffrono a vivere in questo mondo pieno di ipocrisie.

wpDiscuz