CARA AMICA (MORTA) DI ALEPPO TI SCRIVO – Camilla Di Pace

“Cara amica ti scrivo, così mi distraggo un po’ , e siccome sei morta lontano più forte ti scriverò” Cara ragazza di Aleppo. Cara ragazza di Istanbul . Cara ragazza dell’Afghanistan. Amica mia, amica per età, amica di sogni. Siamo coetanee, abbiamo lo stesso colore di occhi, di capelli. Dormiamo lo stesso sonno, sogniamo gli stessi sogni ma diversi sono i nostri incubi. Io sogno l’uomo nero, le streghe, tu ti svegli col rumore delle bombe. Vorrei regalarti i miei occhi. Sai, non sono molto buoni, ma almeno ti preserverebbero dalla bruttezza. Vorrei darti la mia mano e portarti a passeggio a comprare caramelle e perline colorate. Ti farei assaggiare il pane caldo che ogni giorno compra la mia mamma, così che tu possa darlo in pasto ai tuoi bambini. Vorrei regalarti il mio giardino, è bello. Sai… è pieno di rose e margherite. Vorrei che le rondini del mio albero ogni giorno ti svegliassero e le le fragole del mio giardino ti sfamassero. Cara ragazza, dammi la mano, guardami negli occhi, dimmi se hai paura. I nostri occhi sono gli stessi, guardano lo stesso mare, lo stesso cielo ma vedono orizzonti diversi. Prestami i frutti della tua terra e diventerò un po più ricca. Regalami la voce di tuo nonno e insegnami le tue ninnananne, così le canterò ai miei bambini. Cara ragazza. Vorrei che mio fratello fosse un soldato, sparerebbe fiori. Vorrei che mia sorella fosse una fata, ti donerebbe la pace. Cara ragazza, prestami la tua voce, così dirò alla luna di rasserenarti.

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