IL NOSTRO COMPITO E’ NARRARE UNA REALTA’ DIVERSA NE VALE IL NOSTRO FUTURO – Antonio Del Furbo

Ditemi la verità: vi siete mai sentiti insoddisfatti o poco attratti dalla quotidianità? In altre parole: la narrazione del quotidiano vi affascina?

 Non sempre, la verità è questa. Accade anche a me e, aggiungerei, molto spesso. L’esempio classico della nostra insoddisfazione è quando ricordiamo ad amici e conoscenti il tempo in cui “eravamo spensierati e felici” che, guarda caso, coincide con il tempo della scuola. Non vorrei esagerare, ma non mi sembra che il periodo dell’adolescenza sia stato, per tutti, così spensierato. Vogliamo rievocare le paure delle interrogazioni e dei compiti in classe? Meglio lasciar perdere.

Cos’è allora che, a volte o spesso, non ci fa stare bene? Sarà, forse, anche colpa di come ci raccontano il presente? Io, scusate la modestia, ne sono convinto.

La narrazione, innesca processi di elaborazione, interpretazione e rievoca esperienze e accadimenti. La narrazione ci educa, ci dona esperienze di altri e che facciamo nostre. Ci apre a un mondo che fino ad allora non abbiamo mai conosciuto e ci spalanca porte verso un mondo nuovo che genera emozioni che non sempre riusciamo a capire e controllare.

“Attraverso il dispositivo narrativo l’agire umano viene ad essere collocato in uno specifico tempo e spazio, viene attribuito ad un soggetto individuale e/o sociale, viene dotato di intenzioni e motivazioni, viene inscritto in rapporti di causa/effetto e/o di reciprocità con altre azioni ed eventi; viene, infine, connotato di un significato culturalmente riconosciuto e riconoscibile”. 

Proviamo a pensare alla storia fantastica de “Il Signore degli Anelli”. Se dovessimo raccontare di cosa si tratta diremmo che un gruppo di creature fantastiche combattono contro uno stregone malvagio che riescono a vincere e a cui distruggono l’ultimo dei suoi anelli del potere. Detta così, la storia appare triste e insignificante. La storia, però, assume importanza e interesse del pubblico quando Tolkien ci ha aggiunto tutt’intorno un mondo fantastico.

Non basta raccontare una storia: bisogna aggiungerci elementi in grado di contraddistinguerla e renderla unica.

Un po’ quello che accade ogni giorno nella vita reale. Da anni anche l’informazione, sceglie cosa raccontarci e in che modo raccontarla. L’elemento fondante non è più la notizia in se stessa ma “l’enfasi” che ci si crea intorno. Un semplice gesto di solidarietà nei confronti di un barbone può essere letta in due modi: o come un gesto d’amore o come un gesto politicamente scorretto.

E se la vita ce la leggessimo attraverso i nostro occhi senza sceneggiature e storytelling imposti? Io, per dire, ho sempre cercato il senso della verità, ma prima ho dovuto comprenderla. Ho capito, ad esempio, che il potere è spietato, ma non sempre chi lo detiene è malvagio.

Io questa realtà voglio scomporla cercando nuove chiavi di letture: perché ognuno di noi non è mai ciò che gli altri raccontano. Mai. È nostro compito narrare nuove vite, nuove emozioni, nuove strade. Solo così ci sarà un futuro più umano.

E con questo video, vi racconto che della stessa persona esistono altri mondi da scoprire.

www.antoniodelfurbo.it

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