QUELLI CHE… NON LEGGONO MA ESPRIMONO UGUALMENTE UNA OPINIONE SU CIO’ CHE NON SANNO – Stefano Pazzaglia

Pochi leggono le notizie su social e media per informarsi, i più lo fanno per trovare conferme alle proprie opinioni. Il falsificare, o cercare di farlo, le idee personali non è usanza di molti. Il dubitare delle proprie convinzioni è attività poco frequentata. Il Pubblico Ministero accorto cerca anche prove a discarico dell’indagato. Sposare una tesi e cercarne solo le conferme non porta certo a far giustizia. Di esempi in campo giudiziario ce ne sono a iosa e cito solo uno dei più clamorosi: il caso di Enzo Tortora. I magistrati “accecati” dai loro pregiudizi e dalle loro tesi cercarono solo conferme generando uno dei casi più clamorosi di ingiustizia giudiziaria. Il criterio di falsificabilità afferma che una teoria, per essere controllabile, e perciò scientifica, deve essere falsificabile. Secondo Popper non sono le verifiche a spronare la conoscenza bensì il sorgere di problemi e il tentativo di risolverli. Avere la pazienza di ascoltare tutte le campane costa fatica, certamente, ma porta a formarsi un’opinione corretta. La precondizione nel giudicare le informazioni è valutare le fonti, soprattutto sui social. Gran parte delle notizie in questo ambito sono spazzatura. Poi bisogna leggere e non limitarsi a titoli e sottotitoli. A tal proposito apro una parentesi: leggere è attività salutare quanto fare ginnastica e movimento o seguire una dieta equilibrata. E chiudo la parentesi. Quello che emerge dal magma delle notizie, da questo flusso inarrestabile, è una generale disinformazione, una distorsione della realtà, una percezione falsata e talvolta diametralmente opposta al vero. C’è la tendenza alla drammatizzazione: la tragica vicenda dei migranti diventa un’invasione, la crisi economica una catastrofe e stavamo meglio quando c’era la Lira, e il paese è campo di scorrerie per orde barbare che vogliono assaltare le nostre abitazioni per cui armiamoci tutti. Certamente queste questioni sono vere ma non capirne la reale dimensione non porta a trovare soluzioni. Non comprendere che gli stranieri in Italia sono una risorsa, perdonatemi, vuol dire avere le fette di salame sugli occhi. La crisi economica morde ma i nostri genitori hanno visto di peggio, e armarsi tutti non porta automaticamente maggior sicurezza e i tragici eventi statunitensi, quasi quotidiani, di stragi da eccesso ( come numero e uso ) d’arma da fuoco lo dimostrano. Ma queste sono solo mie opinioni e sarà mia cura, ovviamente, cercarne la falsificazione.

Lascia una recensione

2 Commenti on "QUELLI CHE… NON LEGGONO MA ESPRIMONO UGUALMENTE UNA OPINIONE SU CIO’ CHE NON SANNO – Stefano Pazzaglia"

Notificami
avatar
Ordina per:   più nuovi | più vecchi | più votati
Imma Costanzo
Ospite

Il fenomeno richiamato in questo articolo, si chiama “pregiudizio di conferma” e non risparmia nessuno di noi. Molto studiato in Psicologia Cognitiva e/ Psicologia dei processi Sociali, che rende conto di processi cognitivi ad es nell’operare delle scelte o farsi ad es. delle opinioni politiche. Una forma di autoinganno che ti porta a selezionare le informazioni che confermano le proprie idee anziché quelle che le dis-confermano. Mi piace la prospettiva usata qui nell’affrontare la tematica.

ENRICO NASCIMBENI
Member

Grazie Imma per il tuo contributo.

wpDiscuz