POVERO IL MIO BRASILE – Maria Pia Tedesco

Vivo in Brasile da più di trent´Anni, all´inizio sembrava una bella e fantastica favola, la natura rigogliosa si sposava bene con il carattere allegro e schietto del popolo brasiliano. Con i suoi sorrisi, con la schiettezza e anche l´audacia di osare, come uno sfottó alla vita. Alla sera si usciva in compagnia ed era piacevole fare le ore piccole al suono di melodiosa bossa nova, quando ancora vigeva un ordine, una legge, dico ciò perchè il governo di allora era Militare. Non c´era la violenza spietata di adesso, tutti filavano dritto e nessuno osava fare delle bravate. Dopo 35 anni mi sento di aver perso la speranza. Viviamo con un governo che ha piantato le sue profonde radici nella corruzione, il lato nero dei politici brasiliani, infangato agli occhi del mondo. Dai primi ministri, giudici, senatori fino alle alte cariche esiste solo propina (tangente). A volte macchiata di sangue. Se pensiamo che in Brasile ogni anno gli assassinati superano i 60.000 proprio come una guerra, 35.000 donne, tra violenze subite in casa e seguite dalla morte di 10.000 omosessuali , accoltellati per strada o li fanno sparire senza pietà, il restante 15.000 sono uomini ,per regolamenti di conti tra trafficanti …inclusi anche poliziotti. Sembrano cifre di un altro pianeta dove tutti lottano per la sopravvivenza. Credo che Vinicius de Moraes scriverebbe solo poemi scriverebbe solo poemi in lacrime se fosse ancora vivo. Mancano le infrastrutture, come scuole, ospedali, riformatori, carceri super affollate, dove le malattie si propagano all´infinito. Il bambino che non ha la fortuna di nascere in una famiglia modesta, si ritrova per strada a elemosinare, abbandonato come un piccolo randagio. Triste quadro, che per uno che ci vive perde quella poca fede e poter credere che l´umanità possa ancora cambiare. Ovunque c´è il furbo che deve prevalere sugli altri, il disonesto che deve approfittare di qualsiasi situazione pur di ottenere la meglio. Chi ci rimette sempre è il lavoratore onesto, chi si alza alle cinque di mattina per prendere due autobus e recarsi al lavoro, ma alla fine mese ha troppi conti da pagare e non riesce a dare il minimo indispensabile alla sua famiglia. La moneta brasiliana cade sempre più , il real non vale niente, al supermercato i prezzi sono assurdi, chi può permetterselo vive ancora bene , ma chi guadagna un misero stipendio di 1000 reais può solo mangiare riso e fagioli e alla domenica farsi pure un pezzo di carne alla brace. Se non hai un “”plano de saude”” sei un essere morto, file di poveretti nei pronto soccorso buttati nelle corsie come animali, senza lettini, senza igiene, senza addetti ai lavori che possano migliorare le condizioni umane . Io sto parlando del 70% del popolo brasiliano che vive dipendendo dalle istituzioni. Non puoi uscire per strada che ti derubano persino di un paio di scarpe da tennis fabbricate in Cina…la situazione è davvero allarmante, non sono ne´ disfattista ne´ vanesia, e non mi piace fare terrorismo psicologico,se chi desidera ancora venire in Brasile, non conosce questa triste realtà, che solo chi ci vive tutti i giorni riesce a discernere ed essere più obiettiva di chiunque vede un Paese da lontano o come turista , che al primo momento potrebbe trovare tutto affascinante, ma quanti hanno perso la vita avventurandosi ? Ora come ora la situazione non è una delle migliori, spero vivamente per i nostri figli, i nostri nipotini, che possa ancora esserci la speranza di un mondo migliore con il Brasile incluso!

NOTA DEL DIRETTORE – Non rimpiango mai una dittatura. Nessuna. E di nessun colore. Siamo un giornale libero. Quindi pubblichiamo il pensiero di tutti.

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