NOI NON SIAMO COME RIINA QUINDI VENGA LIBERATO – Stefano Pazzaglia

Ogni manuale di diritto inizia con le norme costituzionali di riferimento. Tutto quello che segue avrà sempre le poche righe della Carta come punto di riferimento. La Costituzione è il sole del nostro diritto e tutte le altre norme girano attorno rispettando gli equilibri del sistema. Se non sono compatibili con la stella vengono espulse nello spazio infinito. Recentemente la Corte di Cassazione ha deciso che il carcerato Totò Riina ha diritto a una morte dignitosa quindi essendo gravemente malato alle cure necessarie, accogliendo la richiesta dei suoi avvocati respinta più volte. Si sono scatenate le orde giustizialiste che sul terreno a loro più congeniale, i social, hanno dato il meglio. La Costituzione più bella del mondo all’art. 27 comma 3 così recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” e all’art. 13 comma 4 “E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Credo che tenere l’ottantaseienne Riina, gravemente malato, sia contrario al senso di umanità. Questo il diritto. Da un punto di vista morale non posso che condividere ciò che i padri costituenti hanno espresso con chiarezza. Il Sig. Riina ha commesso reati “disumani”. Ma noi non siamo come lui e quindi rispettiamo il senso di umanità che i nostri costituenti ci hanno trasmesso. Ho sentito citare Falcone e Borsellino. Invito a tacere, credo sarebbero i primi a condividere quanto deciso dalla Cassazione.

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1 Comment on "NOI NON SIAMO COME RIINA QUINDI VENGA LIBERATO – Stefano Pazzaglia"

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Roberto
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