A QUANDO IL MORTO CHE SI FA IL SELFIE? – Enrico Nascimbeni

Quello che vedete nella foto è uno dei feriti in piazza San Carlo a Torino che si fa un selfie. Questo signore per prima cosa non pensa a… Si non pensa. Punto. Importante è per lui che sui social la sua immagine arrivi in fretta. Prima dei soccorsi. E per me siamo arrivati a una follia e deficienza dalle quali è difficile regredire.

In attesa che i morti si facciano un selfie. Penso a quello che vedo su Facebook. Selfie con mamme e padri morenti. Selfie per far vedere che ci si è spaccati tutte le ossa che abbiamo in corpo. Selfie di una ragazza davanti ad un’auto bruciata dagli antagonisti. Selfie di tutto quello che mangiamo il che sarebbe carino se non ci dovessimo beccare pure le minestrine che ti danno in ospedale. Selfie mentre trombiamo. Selfie quando siamo soli. Selfie quando abbiamo finito. Selfie al cesso. Selfie al concerto di… Selfie al funerale di… Selfie. Selfie e Selfie. Forse per dire a noi stessi che esistiamo. Perché il dubbio è forte e forse anche lecito in certi casi. E di questi tempi.

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