LA CANZONE DELL’ESTATE PERDUTA – Enrico Nascimbeni

Quanto tempo che è passato Lei la mia prima fidanzata, Giovanna, era andata a studiare in Inghilterra. Io sul lago di Garda a sentirmi l’uomo più infelice del mondo. Avevo sedici anni. E la canzone che ascoltavo a ripetizione piangendo era “Amore bello” di Baglioni. Per struggermi ancora di più. Già da allora si faceva avanti il mio masochismo al quale poi ho ovviato scrivendomele io le canzoni. Anche se non è mai stata la stessa cosa.

Era divenuto il tormentone pure dei miei amici che non ne potevano più di quella canzone e dei mie dolori adolescenziali. Mi mancava davvero maledizione.

Ed ora che lei è tornata e andata. Ora che gli anni sono passati. Che lei non la sento più. Rimpiango quei pianti. Di altre assenze si vive ora e si invecchia.

“Tu non non scordami mai come è banale adesso…amore bello come il cielo…”

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