IL RICORDO DENTRO UN ORIGAMI DI UN AMICO MORTO DI EROINA – Paolo Palazzo

Voglio parlare di un amico. Se ne andò anni fa, un overdose di eroina lo porto’ via. Nel silenzio di una mattina di un maggio caldo lo trovarono all’interno di un furgone che da mesi stazionava in una piazza di una zona periferica di Ostia, e lui ci dormiva. Non lo ricorda piu’ nessuno, o almeno quei pochi che lo fanno, ricordano solo il suo essere “drogato”. Voglio ricordare l’amico. Credo di essere stato uno dei pochi che abbia visto la sua luce interiore. Era divertente e in contrapposizione al suo tenore di vita, parlava sempre del futuro. Era un sopravvissuto. Sopravvissuto al Golpe di Pinochet, in Cile, e a tutto quello che ne comporta. Sopravvissuto ad una famiglia distrutta e dispersa all’altra parte del mondo. Sopravvissuto a una esistenza normale. Gli ho voluto molto bene. Davvero. Forse io ero l’ultima persona che lo avrebbe potuto salvare. Conservo un articolo sul giornale locale, uscito il giorno dopo la sua morte, come un origami. Guardo quel foglio piegato, ogni tanto, una malinconia disarmante mi rapisce. Forse da lassù il mio amico mi sorride.

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1 Comment on "IL RICORDO DENTRO UN ORIGAMI DI UN AMICO MORTO DI EROINA – Paolo Palazzo"

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fabrizio.ibba@gmail.com
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fabrizio.ibba@gmail.com
E’ bellissimo Paolo. Bellissimo. Se posso esprimere un opinione, che è difficile da eradicare dal mio cervello, oramai: Non è tanto l’Eroina che uccide ma la Solitudine. La solitudine reale o che sia dell’anima, interpretala come vuoi. L’Eroina, è senza ombra di dubbio uno strumento di morte, di morte lenta a volte, di morte veloce in alcuni casi. Ma è solo la pistola fumante, dirai: mica cazzi! e hai ragione! una pistola è una pistola! Ma se tu la pistola la scarichi e gli rompi gli ingranaggi poi, la puoi usare come un martello per dartelo in testa (al massimo)… Leggi il resto »
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