FRED VARGAS LA SIGNORA DEL GIALLO FRANCESE – Maria Livia Mischitelli

Frédérique Audoin-Rouzeau, detta Fred Vargas è nata a Parigi nel 1957. Vero e proprio Titi parigino, frequenta i caratteristici bistrot di Montmartre i cui « personaggi » tipici ispirano quelli dei suoi gialli venduti a milioni in Francia ma anche all’estero. Molti sono tradotti in italiano. In Italia appunto esordisce con il suo : Prima di morire addio, Einaudi (1990).

Ha già pubblicato una quindicina di romanzi, racconti, saggi e due fumetti in collaborazione con Edmond Baudoin.

Prima di diventare una nota scrittrice di polars (gialli) fu archeozoologa, medievista e ricercatrice per il CNRS (il Centro Nazionale di Ricerca Scientifica di Parigi). Questa prima professione influenza sicuramente il suo stile molto preciso, con una ricerca particolare delle sonorità delle parole. Lei stessa definisce la sua scrittura come uno: « scavare, raschiare, ispezionare l’impronta[1] » che ricorda sia il lavoro dell’archeologa che quello del detective e forse anche dello scrittore… Il suo investigatore, il quale riemerge periodicamente nei suoi romanzi, si chiama Jean-Baptiste Adamsberg. Commissario del 13° arrondissement di Parigi, poliziotto atipico, dalle geniali folgorazioni e affiancato dal colto, metodico e alcolizzato Adrien Danglard. I loro consulenti e aiutanti nelle indagini che mischiano crimini e Storia sono degli quindi storici, degli archeologi e dei  medievisti. Personaggi logori, provati dalla vita.

Il connubio ricerca storica e indagini poliziesche è proprio la firma della Vargas, abbinato a personaggi la cui descrizione sia nei particolari fisici che psicologici è talmente folta, dettagliata da farceli sembrare persone vere. Come il Maigret di Simenon è diventato quasi reale per le nostre menti, così anche L’Adamsberg della scrittrice. E si comincia a parlare addirittura di « fenomeno  Vargas ».

Ce lo conferma Pauline B., maestra di scuola e mamma, diventata indefettibile lettrice francese delle avventure di Danglard e Adamsberg:

– Qual’è il primo libro della Vargas che abbia letto ? »

« Era nel 2011, scoprì Vargas con Chi è morto alzi la mano. La scoprì grazie ad un collega di lavoro che mi prestò il libro. Da allora, li ho letti tutti : non appena ne esce uno nuovo, corro subito a comprarlo ! Anche nell’edizione più costosa ! »

– Cosa secondo lei fa la forza dei romanzi di Vargas, la loro specificità rispetto ad altri gialli ?

« Sono ben documentati e ci sono dei personaggi molto forti, marcati. C’è anche una parte di letteratura fantastica, o comunque affine a questa, molto interessante e caratteristica dell’opera della scrittrice e che viene poco nominata. Fa parte del fascino dei suoi libri invece. Crea un’atmosfera del tutto particolare, ad esempio nella descrizione dei luoghi come in Tempi glaciali (Einaudi 2015), ma anche nello svolgimento e nella risoluzione delle indagini. Una parte di letteratura « fantastica » che si ritrova in tutti i suoi romanzi. »

– E quale sarebbe il romanzo che le è piaciuto di più ?

« Parti in fretta e non tornare[2], anche adattato come film per il cinema, perché appunto riassume tutte le caratteristiche che fanno della Vargas, una scrittrice di gialli con trame affascinanti e insolite. E il suo ultimo Quand sort la recluse (Flammarion, 2017) : tre vittime e un ragno all’origine innocuo trasformato in velenoso omicida… »

 

[1]     Nella rivista francese  Lire, ottobre 2001.

[2]     Einaudi, 2004.

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