QUANDO TRAVAGLIO HA RAGIONE – Mattia Feltri

Stamattina, sul Fatto, Travaglio scrive che tutti i giornali indignati dalla pubblicazione delle intercettazioni sul caso Consip (babbo e figlio Renzi, per esempio) adesso hanno finito l’indignazione, e pubblicano le chat di Marra e di Raggi, e ci sguazzano con sommo godimento.
Ha ragione Travaglio.

Fra questi giornali c’è anche quello per cui lavoro io, La Stampa, ma chi mi conosce sa che sul punto sono sempre stato un dissidente.

A me, personalmente, non me ne frega nulla di quello che pensa Marra di Raggi. Non me ne frega nulla se Raggi è eterodiretta da Casaleggio (ognuno chiede i consigli a chi vuole e se nel caso si fa eterodirigere da chi vuole), non me ne frega niente se i cinque stelle si insultano l’uno con l’altro, soprattutto se lo fanno in privato in conversazioni che poi diventano pubbliche, e questa è una violenza inaccettabile, ma accettata. Non me ne frega niente di informazioni rapsodiche e altalenanti su inchieste giudiziarie, voglio tenere conto delle inchieste quanto arrivano a un punto fermo, almeno un rinvio a giudizio, molto meglio una sentenza di primo grado, e tenerne conto per completare, semmai, semmai, il mio giudizio politico su Raggi e su qualsiasi altro politico, per decidere, infine, se è stato un buon politico o no, se votarlo o no.

Tutto quello che vedo, invece, è canea e tafferuglio, e politica psichiatrica

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