IL FASCISMO SI COMBATTE CON LA CULTURA – Stefano Pazzaglia

Piero Calamandrei  sosteneva che l’elenco delle libertà politiche, e la libera opinione è la prima, è assolutamente incomprimibile e “non si può scorciare senza regredire nella tirannide”. Non credo che la strada dell’antifascismo sia il sanzionare penalmente l’apologia. Penso che la sanzione penale debba punire l’istigazione alla violenza, al razzismo e alla discriminazione. Per il resto le opinioni vanno combattute stigmatizzando ciò che si ritiene sbagliato. La nostra Costituzione, con la XII disposizione transitoria e finale, vieta la ricostituzione del partito fascista. La legge Scelba già sanziona l’apologia restando nei binari costituzionali, cioè quelli della ricostituzione del partito fascista, come la giurisprudenza anche della Corte costituzionale, riconosce. Per questo motivo non ritengo necessaria la norma in discussione in questi giorni nel nostro parlamento. Inoltre non credo che il problema abbia assunto dimensioni preoccupanti. Penso che sia fisiologico nella nostra società la presenza di tali “bizzarre” opinioni. Quello che a me appare è che tutto è ingigantito dai media, social in prima fila. La vicenda di Chioggia a mio avviso lo dimostra. Ovvio che non bisogna abbassare la guardia ma sempre sul piano dialettico e soprattutto educativo. In una società il cui grande problema sembra essere il nichilismo, il disinteresse, le norme penali servono a poco. Combattiamo l’indifferenza che a mio avviso è il vero grande male delle democrazie moderne. Concludo citando una frase dal libro di Luigi Zoja utopie minimaliste: “Ogni faticoso miglioramento delle condizioni della società inizia nella coscienza dell’individuo.”

NDR.” lI compito degli uomini della Resistenza non è finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi… Il dramma della Resistenza e del nostro Paese è stato questo: che la Resistenza, dopo aver trionfato in guerra, come epopea partigiana, è stata soffocata e bandita dalle vecchie forze conservatrici appena essa si è affacciata alla vita politica del tempo di pace, ov’essa era chiamata a dar vita a una nuova classe politica che riempisse il vuoto lasciato dalla catastrofe.”

“Ode a Kesselring” di Piero Calamandrei

LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA’
A DECIDERLO TOCCA A NOI

NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITA’
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDERO FUGGIRE

MA COL SILENZIO DEI TORTURATI

PIU’ DURO D’OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI SI ADUNARONO
PER DIGNITA’ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO

SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA

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