GIRO LE SPALLE A QUESTO TEMPO – Enrico Nascimbeni

C’era un tempo in cui l’uomo portava al collo una miniatura con il ritratto della sua amata.
E disperso in lontananze rischiarate dalla luna lo guardava, sospirava, si struggeva,sentiva nelle vene la sua mancanza,la amava da lontano.
Un lontano cosi’ vicino che tutto quello che c’era attorno a lui si dissolveva in un nulla cosi’ pieno di tutto che solo gli amanti conoscono.
Vorrei essere vissuto in quel tempo. Senza disturbare nessuna storia e nessuna strada, nessuna vita, nessuna storia, nessun mare.
Solo silenzioso spettatore di un uomo e un ritratto della sua amata.
Ho sbagliato tempo. Tempistica. E mondo.
Ora le foto sono un virus che toglie le difese immunitarie ad una storia d’amore.
Io non voglio vedere tutto.
Io non voglio che l’attimo fuggente sia sempre a mia disposizione a colori o in bianco e nero.
Giro le spalle a questo tempo che non mi racconta nulla di interessante e massacra ogni immaginazione.
E voglio che siano i miei occhi.
E non un cellulare digitalmente banale..
A fissarti nel mio sempre.
Nascosto in un roseto protetto dalla pioggia e api ammaestrate

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