LA NOSTALGIA DELLE LETTERE SCRITTE A MANO – Paolo Palazzo

Chi scrive ancora le lettere a mano?

In questa epoca di sms abbreviati, di copia e incolla e di messaggi vocali, non si scrivono quasi più le lettere a mano. O perlomeno se ne scrivono molto poche.

Una volta era consuetudine scrivere una lettera, viaggiavano in tutto il mondo come fossero nuvole, compivano evoluzioni tra generazioni di persone. Occupavano cassetti o libri come dei piccoli tesori, nella loro bellezza, vivevano oltre il tempo.

Il rito antico di scrivere una lettera, la scelta della carta, del colore e del piano di appoggio, sta lentamente evaporando. Mettersi nudi davanti la propria calligrafia, usare il tempo nel scegliere le parole, riflettere sul peso dei pensieri, sono le caratteristiche dello scrivere a mano…

Una lettera era il momento in cui si dedicava ad una persona del tempo, lo si immaginava mentre avrebbe letto quelle righe, lo si poteva vedere mentre si commuoveva o sorrideva…

Problema di ora è il tempo. Non essere più capaci di dedicare tempo al tempo. Anche a sè stessi. Si, perché scrivere una lettera a qualcuno fa bene. Un modo intimo e alternativo di dire qualcosa. Soprattutto adesso che si urla tanto e si dice poco.

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