LA PAURA DELLO STRANIERO – Giovanna Mulas

Si teme quindi si aggredisce ciò che non si conosce Amici miei, e insisto sul termine Nuovo, più che diverso. Tutti gli uomini sono uguali e di uguali diritti, per me.

Rammento una volta in cui, un noto editore del nord Italia, incontrandomi per la prima volta si stupì del non trovarmi con, ammise scherzando ma non troppo, “…Fazzoletto nero a coprire i capelli e i baffi”. 
Ad oggi, in Sardegna, esistono piccoli centri dove le donne di più di sessanta anni usano abbigliarsi del costume tipico: gonna lunga e scura, camicia, corpetto e scialle per qualcuna anche in agosto, i capelli rigorosamente protetti da su muccadori, un fazzoletto, perché, mia nonna ripeteva, “…L’uomo è cacciatore, fiza mea: i capelli lunghi si devono coprire o inducono al peccato.”

 Fino a pochi anni fa, una donna che non copriva o legava i capelli poteva venire additata come prostituta; data in pasto al pubblico ludibrio col beneplacito del prete del paese. E pensare che le antiche sacerdotesse sarde, figlie del culto della Terra, venivano descritte a seno nudo –chiaro il richiamo alla fertilità- se non, pure, nude e danzanti sotto i raggi propizi della luna piena.
Se mia nonna Giovanna, ‘Beata’, oggi andasse in giro chessò, in un aeroporto europeo sgranando rosari con la sua gonna scura e lunga, l’incarnato olivastro e quegli occhi da ‘diavola’ che avevano conquistato il nonno; certamente verrebbe trattenuta per ore dalle forze di polizia nella verifica dei documenti, di sottogonna e corpetto.
Magari, accanto, le transiterebbe un sorridente e incravattato banchiere, di quelli da paradisi fiscali, lolite, droga e soldi sottratti ai pensionati per intenderci, armato di ventiquattrore, ma so che passerebbe inosservato.
Eh si: quanti e quali problemi sono in grado di generare pregiudizio ed ignoranza; possono violentare l’essere umano più fragile una e più volte, comunque danneggiarlo anche irreversibilmente.
Sono per l’assoluta libertà di pensiero e azione purché non si calpesti la libertà altrui ché, sappiamo, esistono confini che non vanno superati.
Ergo, mi dichiaro da sempre contro ogni forma di razzismo; per me il velo di una suora e quello di un burka pari sono: a parecchi suonerà strano ma, nel mondo, esistono donne che amano le proprie tradizioni –che siano diverse dalle europee acquisisce importanza nulla, o quasi- e di quelle vestirsi, amano difenderle ovunque e con chiunque si trovino, a maggior ragione se in Italia, Paese dichiaratamente laico almeno sulla Carta. ‘Carta’ da rispettare in ogni modo; e se mi muovo in un Paese che richiederà, per muovermi, d’indossare un burka, burka indosserò provando un poco di fastidio lo ammetto, ché non amo il caldo eccessivo, ma tant’è. Sulla Legge di un Paese non si discute, pure se potrà sembrarmi antipatica o se troverò anacronistico chi l’ha scritta: rispettando quella Legge rispetto in primis una intera cultura, di conseguenza una tradizione, un Popolo.
Del resto penso che noi piccoli, piccoli europei faremmo la stessa cosa: amare e difendere il nostro Paese, il nostro credo, che non significa dichiarare guerra o sputare su quanti credono ‘diverso’.
E Chi o Cosa taccia come ‘diverso’ un uomo dall’altro se non la morale comune, uomini come me e Te?
Due fratelli gemelli non si sputano tra loro perché il primo ha il naso aquilino e il secondo un accento diverso quando pronunzia ‘amore’, di norma. Di norma convivono o apprendono a farlo (cosa è la Vita, se non un continuo apprendimento?), possono confrontarsi anche duramente ma si rispettano ché, in ogni modo, d’identica matrice: questa nostra Madre Terra bagnata di sangue e risorta troppe volte.
Questa, per me, è la libertà: essere e apparire come si vuole e si crede; e nessun uomo, di qualsiasi responsabilità sia ricoperto, ha il diritto di violentare l’altrui credo, e ovviamente continuo a non riferirmi soltanto alla religione. Il rispetto deve vincere, mosso da raziocinio e vero amore per l’Umanità: rispetto per ogni uomo quindi del mondo, rammentando che l’Italia rappresenta, purtroppo o per fortuna, soltanto un piccolo grano di rena in un pianeta che ci è stato lasciato in eredità e destinato alle nuove Generazioni.
E’ importante rifletterci, è importante agire politicamente, concretamente affinché il Mondo che qualcuno vorrebbe restringere a pochi eletti pure stravolgendo scandalosamente la Carta Costituzionale che forma e ci vive sia, come in realtà già è ed è sempre stato, di Tutti.

Lavorare di cultura contro il buio dell’ignoranza imposta costantemente: continuo a ritenerlo fondamentale, unico scudo di difesa in una società malata dove ogni valore risulta appositamente rovesciato.

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