LE PAROLE E LE FRASI CHE MI FANNO GIRARE LE BALLE SU FACEBOOK – Enrico Nascimbeni

Potrei metaforicamente uccidere per queste frasi o parole che mi scrivono o vengono scritte in altri diari.

  • E le foibe?
  • Non ti curar di loro.
  • Se ne parli dai troppa importanza al fatto.
  • Senti caro…
  • E’ morto ma lui aveva detto e fatto…
  • Perché analiticamente l’opera dello scrittore Caio e imparagonabile alla prosa di Tizio del quale ho letto la lista della spesa che scrisse nel 1967 un giorno di pioggia ma in verità c’era il sole…
  • Dimmi…
  • No perché…
  • E’ una cosa di pancia.
  • Tizio chi?
  • Quel cantante non ha più la voce di una volta.
  • Oggi faccio pulizia sul mio diario.
  • Adoro.
  • Voi dite che… (Voi chi? Stai parlando con me imbecille)
  • Prova costume.
  • Nessuna differenza tra un animale e un bambino.
  • Però Pasolini era un pedofilo.
  • Concordo ma…
  • Non sono razzista ma…
  • Ti credevo un poeta e invece sei sboccato quando scrivi i tuoi pensieri.
  • Lascia perdere…
  • Svegliati…
  • Tu con me hai chiuso (e la stronza non mette il soggetto della minaccia).
  • Caxxo. (E scrivi cazzo per dio).
  • Le mie poesie… (Ma quali poesie…Ma quali poesie?)
  • Lo dico solo a te.

Facebook  è diventata una noia (si anche grazie a te).

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