COMPAGNI SOCIALISTI NON CADETE NELLA TRAPPOLA DI RENZI – Bobo Craxi

Si rimprovera alla Sinistra di attardarsi troppo nelle infinite discussioni sul tema delle alleanze mentre si affollano i problemi e le emergenze nazionali ed internazionali.
Se poi si osserva bene le esatte medesime discussioni stanno anche nel campo avverso e sono preda di analoghi politicismi persino nei paesi che non hanno sistemi democratici come i nostri. É la politica coi suoi pregi e i suoi difetti. Il giusto equilibrio sarebbe quello di far valere interessi di carattere generale soddisfacendo anche i principi ed i valori in cui si crede. Purtroppo non sempre é così e gli egoismi di parte sembrano prevalere.
Nella Sinistra, allo stato, la divisione del 4 Dicembre non é affatto assorbita, d’altronde il tentativo di progetto Costituzionale di Renzi battuto e fallito che tristemente ci riporta alle notizie che giungono dal Sudamerica non poteva non lasciare strascichi nella politica italiana ed anche negli animi e nei sentimenti.
Ha cercato e continua a cercare di dare una torsione personalistica alla politica italiana partendo da una posizione di sinistra.
A destra c’è chi sa fare meglio questo mestiere.
Avverto i compagni Socialisti del PSI di non farsi trarre in inganno dalle congetture espresse in un intervista dell’attuale locatario della Segreteria : non c’è nessun progetto politico che unisce Pisapia, Bonino e Renzi a cui dovremmo partecipare. Ci sono due progetti che sono alternativi e concorrenti: C’è una sinistra plurale che non ha ancora trovato un segno distintivo al quale naturalmente i Socialisti dovrebbero dare il loro apporto, C’è il Partito di Renzi che va appunto trasformandosi in una formazione liberal-democratica di stampo populista e questo PSI se non ha la forza di scegliere farà come l’asino di Buridano.
Nencini ha già scelto il secondo per un diritto di tribuna, non so fino a che punto la scelta é condivisa, non tanto da noi Socialisti perché é chiaro, ma dagli assegnatari del ” diritto”.
C’é quindi da proseguire nella discussione e nella ricerca, di un ruolo, di un approdo, di una politica che esprima il meglio di una tradizione e il più convincente senso di marcia per un socialista che non può essere quello che ha prodotto politiche sbagliate, anti-popolari che hanno diviso la sinistra ed il Paese.
Ci sono responsabilità che devono essere assunte, la comunità socialista non la si difende non indicando una prospettiva chiara ed onesta. E chi non ha dato una prospettiva chiara ai Socialisti oggi si trova in evidente stato di difficoltà avendo avuto il ruolo per parlare in loro nome.
Penso che nelle settimane post agostane affronteremo una discussione nuova e aperta a cui ciascuno dovrà dare un contributo, per un cammino più chiaro e più convincente.

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