LA TRUFFA DEI PREMI LETTERARI SUL WEB – Enrico Nascimbeni

Eugenio Montale disse: “Sono preoccupato di solito quelli che vincono dei premi sono degli imbecilli”. Ma gli avevano appena comunicato che aveva vinto il Nobel per dio.

Voglio parlare brevemente della truffa dei premi letterari sul web. Non tutti. Diciamo a voler essere buoni il novanta per cento di questi concorsi ruba sogni. E soldi. Perché per vincere si paga. Ma che cazzo di vittoria è? Perché per partecipare si paga. Ma che cazzo di premi sono? Mi vuoi premiare? Premiami. Ma non chiedermi la tangente intellettuale. Sono a migliaia, soprattutto poetesse e poeti, di nome ma non di fatto, che si fanno fottere per la smania di una pergamena e premi in denaro che, da quanto mi risulta, vengono convertiti in libri , caramelle e bamboline gonfiabili già sgonfie in partenza.

Il richiamo delle sirene? Spesso l’intitolazione di questi premi a poeti e scrittori famosi. Basta la loro foto e galline e polli ci cascano. Azz è intitolato ad Alda Merini (ce ne saranno un centinaio vi pare possibile?) allora è serio. Potrei citare altre intitolazioni. Ma mi viene il vomito a scriverle. E intanto i novelli letterati pagano. A volte vincono tutti. Cosa? Tutti? Male che vada c’è la famigerata menzione. A posto. Soddisfatti e non rimborsati.

Questa truffa che di culturale non ha nulla sta dilagando. Mi viene in mente un premio che aveva come presidente di giuria il caro amico Alberto Bevilacqua. Peccato che Alberto era morto da due anni. Chiesi spiegazioni. Mi venne detto che la sua presenza era simbolica. Eh? Cialtroni.

Povero Alberto. Poveri noi. Poveri gonzi. E un po’ figli di buona donna quelli che di queste illusioni cibernetiche ne stanno facendo un business. Laido. Una cosa da poveracci.

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