LA GUERRA TRA POVERI E’ L’INDIFFERENZA – Giovanna Mulas

L’indifferenza dinanzi alla disperazione, la comodità dell’egoismo. Passare davanti ad un uomo disteso sul ciglio di una strada, guardare con disprezzo o, peggio, pietà (un uomo, per dignità, non dovrebbe meritare la pietà di altri uomini), fare spallucce e continuare a vivere ché, per fortuna, “Non è toccato a me”. Sospirare lieti addirittura, se un poliziotto avvicina il poveretto e lo costringe ad andarsene; del resto il tipo rovina il decoro della città, puzza persino.
Ma fare del bene a quanti necessitano significa farlo a se stessi, e non parlo di elemosinare. ‘DonarSi’, darSi senza interessi: ognuno di noi con poco può fare tanto. A volte basta anche dividere il niente che si ha (perché non si pensa più all’autentico valore di un pane diviso?); lo vedo molto più generoso che comprare per mostrare, per consumare inutile e dilettevole.
Reputo questa un’autentica rivoluzione: parte dalla coscienza e in grado di insegnare, tramite l’esempio di vita, alle nuove Generazioni.
Nessun Uomo degno di chiamarsi tale –quindi pregno dei diritti e doveri di ogni, OGNI cittadino del Mondo- dovrebbe, in realtà, necessitare dell’altrui sostegno ché già nasce, o dovrebbe, rivestito di tale Bene.
Eppure, sovente bastano l’ascolto, un abbraccio, una vera parola d’incoraggiamento: in una Società da monologhi sterili l’anima geme più del corpo; una modesta dimostrazione di vicinanza può salvare una vita. Pensare criticamente: in un oggi di guerra tra poveri non devono esistere barriere che, in realtà, riescono a pascere soltanto nella mente di uomini paurosi e insicuri verso altri uomini, muri comunque e sempre pilotati politicamente da interessi terzi e tramite i Media di riferimento.

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