QUELLI CHE…PRIMA O POI SI OFFENDONO E CI RESTANO MALE

Permalosi, ipersensibili, candidi: tre aggettivi molto adatti a definire il tratto psicologico principale di “quelli che ci restano male”; un’ampia schiera di persone che, con estrema facilità, vanno incontro a continue delusioni e frequenti stupori dalla tonalità sempre negativa. I permalosi si offendono per tutto; gli ipersensibili si feriscono per un nonnulla, i candidi vedono ogni volta distrutta una fiducia costruita non si capisce bene su cosa.

C’è sempre troppa intransigenza

SCOPRI In tutti e tre i casi c’è un atteggiamento comune che crea un frequente sconforto: porsi nei confronti della realtà con un’aspettativa intransigente. Seppure con sfumature differenti, tutti e tre i “tipi psicologici” di cui stiamo parlando si aspettano che la vita vada come vogliono loro o, al limite, che non contenga aspetti conflittuali, divergenze, caratteristiche inaspettate. Si aspettano una realtà “su misura” per i propri bisogni, fragilità e nevrosi. Chi si accorge che sono veramente troppe le cose che lo possono ferire, può cambiare la propria situazione, a patto che decida “un’inversione di rotta” nel modo di collocarsi nella realtà. Vanno cioè abbandonati gli atteggiamenti fondati sia sul vittimismo (di matrice infantile) sia sull’idealizzazione positiva (di origine adolescenziale), a favore di una vera presa di coscienza di come è la vita, cioè un insieme continuamente variabile di aspetti positivi e negativi, favorevoli e sfavorevoli.

Non siamo nati per soffrire

In particolare va eliminata la teoria per la quale “le cose non vanno mai come si crede perché la vita è crudele e gli altri sono cattivi”, sostituendola con una visione più realistica, seconda la quale la vita semplicemente accade, nel suo essere variegata e multiforme e si disinteressa delle nostre aspettative. Il negativo è spesso presente, anzi è necessario alla vita, ne è parte integrante, e non possiamo aspettare che non ci sia, per poter stare bene. Togliamo piuttosto le nostre aspettative irrealistiche, e quel che accade di negativo potrà addirittura, a volte, trasformarsi nel suo opposto.

Ingigantiscono tutte le piccole sfortune

I permalosi

Sembrano sempre pronti ad aspettare che qualcun altro li colpisca nel vivo, per fare gli offesi e tenere il muso.

Gli ipersensibili

Si sentono feriti da eventi  situazioni (una critica, un rimprovero, un diverbio) che agli altri non causano problemi.

I candidi

Reagiscono sempre come fosse la prima volta, come se non avessero memoria degli scogli e delle sorprese negative del passato.

Inconsciamente attribuisci al fatto che le persone  agiscano come vuoi tu una sorta di  “prova d’amore”, e s non lo fanno senti che ti hanno tradito, che non ti amano. È uno schema radicato, che può essere risolto solo con la consapevolezza. Molto utile può rivelarsi una psicoterapia mirata.

Restarci male di continuo e sentirsi feriti con frequenza rivela un’insicurezza marcata. Hai bisogno di ritrovare una percezione più stabile di te, di sentire di avere a disposizione più forze e più strumenti per affrontare la realtà. Non aspettarti che siano gli altri a “proteggerti”.

Per il candido: rinuncia alla “fiaba”

Voler vedere gli aspetti positivi della realtà è un bene, ma aspettarsi che quelli negativi non ci siano è un danno. Occorre uscire da un’infanzia idealizzata ed entrare nella vita adulta. È meglio star male per cose vere (quando accadono), che restar male di continuo per cose normali.

 

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