MI MANCHI, ORWELL – Paolo Palazzo

In un programma televisivo come “Grande Fratello Vip” seguito da moltissime (troppe a mio avviso) persone, l’ignoranza assoluta ha eletto un trono tempestato di razzismo, omofobia e mancanza di rispetto. In questi sedicenti “vip” osservati in qualsiasi ora del giorno e della notte, molta gente erroneamente o non, ci si ritrovano e in certi casi addirittura vi cercano degli esempi. Proprio per questo motivo chi sa, come questi concorrenti di essere sottoposto all’occhio indiscreto e cinico dei telespettatori, non si può permettere il lusso di essere superficiale in quello che dice. Perché le parole dovrebbero essere sempre ponderate. A maggior ragione se c’è qualcuno che lo stia ascoltando. Ci sono stati episodi di imprecazioni, bestemmie e altri turpiloqui e su questo non mi pronuncio, ma la cosa peggiore è in quali modi sono stati trattati appunto superficialmente, temi delicatissimi nella società moderna come l’omosessualità, di conseguenza l’approccio che si ha e si da verso quelle donne e uomini che amano persone del loro stesso sesso, o sul razzismo in tutte le sue forme e colori. Aggravante su tutto e cosa che mi ha colpito molto, quando una ragazza del programma si è confidata, quasi con insensato orgoglio, che lei non ha mai letto un libro oltre qualcuno “obbligato”dalla scuola. Passi la giovane età, passi l’ingenuità delle sue affermazioni, ma, sapendo che tante ragazze coetanee la usano come modello tipo copia e incolla nel suo modo di vestire, di truccare, di comportarsi, avrebbe dovuto accendere il cervello prima di parlare. Mi viene in mente l’aforisma: “..il cervello e’ come il paracadute. Funziona quando e’aperto…”

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