INTERVISTA AD UNO DEGLI AUTORI DI “SESSO DROGA E PASTORIZIA” UNA DELLA PAGINE PIU’ DISCUSSE DEL WEB – Annarita Cusano

Ho intervistato Mike the meme, alias Mike Lorefice, uno dei fautori della pagina Sesso Droga e Pastorizia , la pagina forse più discussa del web.

1) Chi è Mike Lorefice?

Bella domanda, è la stessa che mi faccio ogni giorno da diversi anni ormai, ma non sono ancora in grado di trovare una risposta.
Posso dirti che sono un essere umano di sesso maschile, di ventisette anni, tutto questo è oggettivo. Se vogliamo estendere la domanda ad un contesto di etichette, auto-definizioni, o ad uno più filosofico circa il mio ruolo nel mondo, penso di non essere in grado e di non voler dare una risposta.

2) Quante pagine hai gestito su Facebook?

La mia esperienza su facebook nasce nel 2009, quando creai la pagina nominata “Demotivational Mike”, paginetta in cui creavo demotivational, un tipo d’immagini che ai tempi andavano di moda, pagina che dopo un annetto fu bannata, caso strano.
Per un paio d’anni non amministrai più nulla, fino a quando, nel 2012, non entrai nella pagina “Cose MOLTO Cattive”, una delle prime pagine storiche di facebook, che però, per via dei suoi contenuti principalmente black humor, chiuse a 120.000 likes, e le cui tutte seguenti versioni ebbero vita brevissima.
Al contempo creai “L’uomo che sussurrava porca madonna ai cavalli”, anch’essa bannata più volte, e la mia pagina personale “Mike the Meme”, che fu bannata ad 80.000 mi piace, e che ora ne ha circa 23.000.
Poi fui “assunto” come admin presso la pagina “Perché posti boiate figliolo?”, anch’essa bannata, e dopo ancora nella pagina “No alla mariuana”, pagina troll tuttora esistente in cui ci fingiamo dei proibizionisti ritardati; amministrai anche la pagina “Molg H. Italia”, “Un trip non basta per la libertà”, e forse altre di cui nemmeno mi ricordo.
L’ultima pagina di cui sono diventato amministratore è la tanto discussa “Sesso, droga e pastorizia”.

3) Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Sesso Droga e Pastorizia?

SDP, come qualsiasi altro contesto websociale, mi ha permesso di stringere nuovi rapporti, di conoscere un numero maggiore di persone, di rapportarmi con diversi utenti, di procacciare un maggior numero di figa. E’ stata un’occasione di scontro, di lotta e di ribellione contro quel mondo istituzionale fatto di finti giornalisti e personaggi della TV che, per scopi meramente personali, sta cercando di tarparci le ali.

4) Trovi dannosi alcuni usi dei meme?

E’ una domanda molto complessa che richiederebbe un approfondito articolo a parte.
La mia esperienza personale però, mi ha fatto capire che il maggiore pericolo non sono tanto i meme ed i loro usi, quanto piuttosto la sbagliata comprensione che un pubblico di utenti potenzialmente stupidi ne ha.
Esempio lampante è chi confonde meme black humor, ossia meme contenenti un tipo di ironia politicamente scorretta, con messaggi di odio o discriminazione. Il fatto che io scherzi, ad esempio, sulle persone di colore, non implica che io le odi o che io sia razzista.
Poi certo, i meme, avendo una forte carica comunicativa, possono essere usati per scopi sbagliati, come ad esempio l’influenzare un pubblico di persone a compiere determinate azioni, ad odiare qualcuno, a discriminare realmente, a bullizzare, ma rimango sempre dell’idea che se qualcuno si lascia influenzare, il problema non è il meme in sé, ma sta nella persona che ha alla base una scarsa capacità di ragionamento, dovuta ad una pessima educazione, ad un minimale percorso di studi, o da una stupidità biologica di fondo.

5) Chi sono stati i tuoi maestri memer?

Parlare di singoli maestri su facebook è riduttivo. Il mondo dei social è un calderone in continua ebollizione in cui l’idea di uno permette che si sviluppi la successiva idea di qualcun altro, in un giro del mondo ininterrotto.

6) Qual è il meme al quale sei più legato?

Quelli che da sempre mi fanno ammazzare dal ridere e che prediligo sono due:

1) Quello in cui l’uomo ragno porge una penna a J. Jonah Jameson, capo redattore di Peter Parker, e questo risponde “Spiderman, smettila di chiedermi autografi, non sono Adolf Hitler”.

2) Quello che gira sempre durante la festa delle donne: “Se picchi una donna non sei forte, per essere forte devi picchiarne almeno tre”.

Boh, mi spaccano.

7) Hai delle posizioni politiche?

Mi stai chiedendo se sono di destra, di sinistra, di centro, un grillino, se abbraccio il comunismo, il fascismo o che so io? Sinceramente no, non amo né le ideologie, né tanto meno i partiti politici. Le ideologie sono un costrutto precostituito di idee immobilizzate e fornite all’individuo, che tendenzialmente le accetta in maniera passiva. Il partito, al giorno d’oggi, è solo uno specchio per le allodole, un modo come un altro per acquisire privilegi da parte di una ristretta cerchia di individui appartenenti a una società sovrastando tutti gli altri, che nemmeno si rendono conto di essere presi per il culo. Quello della politica è un teatrino in cui non credo più da diversi anni. Io personalmente sono più per una ricerca della massima oggettività, una ricerca che fuoriesce dalle logiche ideologiche o di partito, io non abbraccio le ideologie: abbraccio le idee, che sono in continuo movimento e mutazione.
8) Quali pagine e gruppi su Facebook ti rappresentano?

Il gruppo in cui ci sono solo io con i miei quattro profili in cui litigo con me stesso.

9) Credi in Dio?

Ti dirò, l’anno scorso, dopo aver dato l’esame di Logica all’università, sono passato dall’essere ateo all’essere agnostico. Non è stata una scelta facile, ma mi sono ritrovato nel dover ammettere che non credere categoricamente nell’esistenza di un’entità superiore sia una conclusione che non ha un reale valore di verità. L’ateismo è una religione come tutte le altre, “Dio esiste” e “Dio non esiste” sono due affermazioni che rappresentano le facce di una stessa medaglia. Sicuramente penso che se un dio esista non è certo quello descritto dalle religioni, le quali a mio avviso ormai sono anacronistiche e rappresentano un male per la società. Le religioni presenti del mondo sono delle mere ipotesi di metafisica, e basare la propria intera esistenza su delle ipotesi (per altro quasi tutte screditate dalla scienza) credo sia una cosa da perfetti idioti. Detto questo però, non posso dire che dio non esiste, e per spiegarmi meglio voglio fare un esempio.
Ipotizziamo che l’umanità fra tremila anni esista ancora.
Ipotizziamo che in questo futuro molto lontano, uno scienziato sia in grado di generare all’interno di una grossa teca un universo in miniatura del tutto simile al nostro.
Può sembrare uno scenario folle e impossibile, ma a mio avviso non è poi così inverosimile.
Ecco, per quanto mi riguarda, il nostro dio potrebbe tranquillamente essere uno scienziato appartenente a un’altra dimensione che ha creato il nostro universo a tavolino.
In fin dei conti che un dio esista o meno non possiamo saperlo, né tanto meno possiamo conoscere la sua eventuale forma.

10) Dicci la verità, per un memer come te è facile rimorchiare…

La figa non te la regala nessuno, e questo è certo. Sicuramente l’aver a che fare con decine di migliaia di persone, per una mera questione di probabilità, mi rende la cosa più facile. Il discorso è abbastanza semplice: una persona che entra in contatto con 10 ragazze avrà meno probabilità di rimorchiare di uno che entra a contatto con 100 ragazze. Che poi alcune possano essere attratte da quello che faccio su internet è sicuramente possibile.
Detto questo sono quasi sempre io a sbilanciarmi e a provarci, è davvero difficile che una ragazza mi scriva di sua iniziativa dicendomi che vuole succhiarmi il cazzo.

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