“COMPAGNO SI COMPAGNO NO COMPAGNO UN CAZ” – Marinella Rossi

Due parole su Cesare Battisti, l’assassino. Due, visto che persino su muri di amici cari e stimati, e ben informati dei fatti, scorre sangue tra chi è sempre più a sinistra di te, più antifascista di te, ma è anche – fosse solo per questo – molto più idiota di te – e in luogo degli argomenti affibbia insulti. Battisti stia dove meglio crediate, a pescare qualche pescetto esotico e bersi birra alla faccia dei morti: è e resta un criminale molto comune nascostosi al riparo di protezioni occulte che perdurano tuttora, facendo almeno sospettarne la potenza.
Questo ameno post è dedicato a chi crede che Moro fu sequestrato e ucciso SOLO per volere delle Brigate Rosse. A chi crede che la strage di Capaci e di via D’Amelio non rispondano a una strategia della tensione così come fu la strage di piazza Fontana. Ma soprattutto a quelle anime belle che ritengono sia meno assassino uno che si è appropriato della patente di “compagno”, ma che sa già come andrà a finire perché glielo hanno assicurato. Ci sono giorni in cui capisco perché la rivoluzione fallì e a vincer furon le trame degli Andreotti Cossiga e apparati: perché i rivoluzionari di cui disponevamo e disponiamo son davvero troppo imbecillì. Caffè?

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