DIRETTORE TI MANDO QUESTO TESTO CHE HO SCRITTO SULLA VIOLENZA SULLE DONNE – Roberto Bani

Beh, stasera le porto dei fiori. Un bel mazzo di rose, e magari anche un profumo. Almeno le passa…. Chissà se le rose le piacciono? In tanti anni non me lo sono mai domandato. Credo di sì… le rose piacciono a tutte le donne! In fondo le donne sono tutte uguali. Quando hanno voglia di litigare cominciano, e urlano, strepitano, si fanno le loro ragioni. Poi quando si sono sfogate passa tutto. Sì. sì. Le porto le rose, rosse. Fanno sempre effetto. E anche il profumo!… Mmh… Forse bastano solo le rose. Il profumo sembra poi che voglia comprarmi la pace e che io abbia torto. Già! Perché naturalmente è colpa mia. Come sempre! Ma dico: arrivo a casa come al solito, dal lavoro, alle 8.30, e mi chiede di darle una mano ad apparecchiare la tavola. Bene. Le dico che prima voglio fare una doccia perché è stata una giornata terribile, oggi in ufficio, e che dovrebbe avere un po’ di comprensione! Apriti cielo: ha cominciato con la solita solfa che lei anche lavora tutto il giorno, che erano dieci minuti che era arrivata e che anche lei avrebbe fatto volentieri una doccia ma che invece stava preparando cena a me e ai bambini! Ho detto allora, con calma, che almeno stasera avrebbe potuto fare da sola e che sono giorni un po’ incasinati per me perché mancano due impiegate in ufficio, che hanno pensato bene di farsi mettere incinte tanto per fare un po’ di ferie extra… Mi viene da pensare che lo facciano apposta. No? Ma certo che è cosi! E poi le vedi: vanno in giro con certi vestiti che ti viene voglia di saltarle addosso. E poi ci credo che ogni tanto qualcuna viene molestata! Sei provocante, che cosa ti aspetti? Che un uomo non ti veda? Se ti metti in mostra ti guardano e prima o poi devi aspettartelo che qualcosa succeda. Se la vanno a cercare e poi si lamentano. In ogni caso, quando succede è sempre da dimostrare che poi siano sempre… “dispiaciute” del trattamento. Credo che in fondo siano solo dispiaciute perché non è stato chiesto il permesso! Anche per strada, quando qualche maschietto fa degli apprezzamenti un po’ coloriti,credo che siano soddisfatte di aver raggiunto il loro obbiettivo: farsi notare. Non sono tutte così, certo, ma buona parte ci gode a far arrapare gli uomini. Va beh, lasciamo perdere. Tornando a ieri sera: credete che abbia capito? Credete che la signora abbia detto “va’ bene tesoro, capisco, fai tranquillo la doccia e rilassati un po”? Manco per niente! Mi ha cominciato a dire: “Allora mi metto anche io a fare la doccia, mi do la crema sul corpo, poi mi asciugo i capelli, mi metto lo smalto alle unghie delle mani e dei piedi, mi leggo un libro e poi quando mi sarò rilassata, prepariamo cena insieme. Va bene?” Ma che ragionamenti sono? Certo, lavora anche lei ma che significa? Ha un bel dire che lei passa tutto il giorno al lavoro a prendere ordini da altri uomini e che almeno a casa non vorrebbe fare la schiava. Ma di che schiavitù parla? Lei a casa è la regina! Non le dico mai “fa questo” o “fa quello”. Lei parla ma nemmeno immagina le responsabilità che ho io! E la responsabilità ha un peso doppio. Le donne non arrivano a capire certe cose. Forse è proprio per questo che sono cosi poche donne manager e in politica. Beh, a dire la verità ultimamente in politica qualcuna di più si è vista, ma non certo per meriti intellettuali. Le donne con le palle sono poche. Del resto si dice donne “con le palle” con chiaro riferimento al fatto che se hai le palle sei una tosta. Cioè come un uomo! Al lavoro è chiaro che devi farti valere per quello che sai fare, e ci sono anche alcune donne in gamba, non discuto, ma che hanno avuto una vita più facile della mia. Le donne hanno delle carte in più rispetto ad un uomo. Tanto per cominciare, una donna se si presenta sempre vestita bene, truccata nel modo giusto e si muove nel modo giusto, ha modo di saltare diversi passaggi della carriera senza troppa fatica. Basta che venga addocchiata da un dirigente che, come dire, gli concede le sue attenzioni, che…voilà, il gioco è fatto! Carriera assicurata! Io invece, come tanti colleghi uomini, ho dovuto sudarmeli tutti i miei avanzamenti di carriera. Ma vogliamo dircelo: le donne hanno una loro mentalità, obliqua rispetto a quella di un uomo e non hanno un pensiero razionale e fluido: sono sempre contorte, poco pratiche nell’azione. Se anche al lavoro le donne guadagnano mediamente il 23% in meno di un uomo (cosi dicono le statistiche), un motivo ci dovrà ben essere: è che rendono meno rispetto al maschio! Prendiamo solo l’esempio del mio ufficio: tre donne che lavorano. Due appunto, come dicevo, sono a casa perché si sono fatte mettere incinte: queste, per almeno sei mesi, al lavoro, non le vediamo più, se tutto va bene! Quella invece che è rimasta, per fortuna è brutta e quindi nessuno se l’è filata mai, ed ora è fuori target. Poverina…si fa prima a saltarla che a girarle intorno! Meglio così, almeno questa nessuno la ingravida e gli impiegati non perdono tempo per invitarla a prendere un caffè ogni mezz’ora. Poi quando hanno il ciclo a volte stanno a casa perché “hanno male al pancino”! E che palle! Io a volte ho dei mal di testa che non ci vedo più, ma mica resto a casa! Senza contare che in quei giorni sono intrattabili. Comprendo perfettamente quindi, perché le aziende si guardano bene dall’assumere delle femmine. O prendi dei mostri, o se ne prendi qualcuna mezza buona, prima o poi finisci col pagare dei gran stipendi a vuoto. Comunque, ritornando alla mia signora, Ha iniziato con questa pantomima della doccia e ha mollato tutto. Si è levata il grembiule, a chiuso i fornelli si è infilata in bagno, si è spogliata e si è infilata sotto la doccia! Avete capito la madre di famiglia responsabile? I figli di là che aspettano che qualcuno gli faccia da mangiare e lei, sotto la doccia, a rilassarsi! Che stronza! La settimana prima ne aveva un’altra. Dovevo andare a giocare alla solita partita a calcetto con i soliti amici, una volta alla settimana, è una tradizione ormai da anni, irrinunciabile. E’ il mercoledì, da sempre, salvo condizioni metereologiche proibitive. Ebbene non si trova una cosa da fare alla sera con la sua amica, una cosa a teatro, non ho capito nemmeno cosa? Così quando finivo al lavoro avrei dovuto venire subito a casa per non lasciare i bambini soli e perchè lei mi lasciava pronto da mangiare e dovevo dargliene io. Le ho fatto notare che giustamente io non potevo rinunciare perché se mancavo io non potevano giocare nemmeno gli altri. Lei da bella egoista cosa mi dice? “Anche io non posso rinunciare perché ho già comprato il biglietto e ho preso l’impegno con Margherita” , quella rompipalle della sua amica! Cazzo, ma se sai che il mercoledì, da anni, io devo andare a giocare con gli amici a calcetto, per quale cazzo di motivo ti sei presa un impegno? E che impegno poi ? Vogliamo parlarne? Le sue solite cazzate di teatro o gli impegni sociali! Ma che cazzo deve socializzare? Farebbe meglio a guardare prima che cosa c’è da fare in casa e non nel terzo mondo. Comunque alla fine le ho detto : “arrangiati! Io non lascio i miei amici nella merda perché tu ti sei dimenticata della partita. Io esco. Tu fai cosa ti pare”! Capito? Invece di stare a casa a fare la madre e la moglie, va in giro a fare la donna di mondo, a teatro! Io lavoro come un mulo tutto il giorno e ho diritto di scaricare lo stress! Fa bene anche per il fisico. Io ho il dovere di stare bene. Se io sto bene posso curare meglio la famiglia. Ma lei mica lo capisce questo. Troppo difficile! Comunque, tornando a ieri sera: sapete come è finita? Che mi sono seduto a tavola e ho aspettato che finisse la doccia, con calma. Mi sono messo a leggere, o meglio a far finta di leggere; lei è apparsa sulla porta della cucina, con l’accappatoio addosso, l’asciugamano in testa e appare sulla porta, e mi dice, con strafottenza: “beh, non è pronto ?” Mi sono alzato, con calma e, come faccio sempre quando devo rimetterla un po’ in carreggiata, le ho mollato un bel ceffone in faccia. Il miglior modo per farla ragionare. E così e andata in bagno si è cambiata ed è venuta in cucina a fare cena. Ma scherziamo? Già avevo ingoiato il suo modo di rispondere sulla partita di calcetto, e passi , ma che debba farmi mettere i piedi in testa questo no! Ma non impara. Lo so, è ribelle. Ora va bene così per un po’, fin tanto che si ricorda la sberla, ma poi ricomincia… è ribelle! Adesso non dico che giustifico quei bastardi che ammazzano le donne, quelli sono assassini. Ma un sano schiaffo ogni tanto mette le cose a posto. Mio padre ogni tanto ne mollava qualcuno anche lui a mamma e lei non mi sembra se ne sia mai lamentata. Infatti sono insieme da 50 anni e hanno tirato su una bella famiglia. I cinesi sì che la sanno lunga. Un loro proverbio famoso dice: “alla sera quando torni a casa, picchia la moglie. Lei sa perché!”. Ecco. Tanto per mettere in chiaro chi comanda. Ma questo, è chiaro, non vuol dire che si debba arrivare ad uccidere. Quello no. Mai. Però certe donne fanno perdere proprio la pazienza. Non dico che giustifico un assassinio, ma dico che posso capire. E’ sbagliato ma posso capire. … O no? Finché le donne non capiranno che senza gli uomini sono solo delle pecorelle smarrite, avranno sempre difficoltà nella vita. E’ tardi, meglio vada a casa, a quest’ora sarà pronto in tavola. Che ore sono? … Cavolo, tra un’ora inizia la partita, quasi me ne dimenticavo! Azz… le rose..! Se ritardo non vedo il calcio d’avvio. Beh, ora che ci penso, non credo le meriti. Anzi, dovrebbe regalarmi qualcosa lei e chiedere scusa. Ma sì. Imparerà. Sed Lex dura lex!

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