LE RICETTE DELL’OSTE a cura di Stefano Pazzaglia

La pasta e fagioli

Si fa un gran parlare di cibo in questi tempi e di cuochi, anzi chef. Hamburger, sushi, finger food e nouvelle cousine. Ma anche arie, spume e polveri. Difficile orientarsi. Comunque, s’aveste voglia, ho da consigliarvi un piatto della mia nonna, che ora vado a raccontare, sublime, oserei dire poetico. Si trattata de la pasta con i fagioli.

Partendo dall’ingrediente principe lo fagiolo, ovviamente Borlotto: se aveste il fresco sarà da sgranare, nel caso fosse secco ammollare per una nottata. Ci son anche in scatole di latta ma non è il caso. La prima regola in cucina è che ogni scorciatoia si paga nel piatto.

Preparate un soffritto di cipolla, sedano, carote e aglio. Un tocchetto di prosciutto o lardo a sfrigolare e profumare l’aria, sfumate con un buon bianco. Un consiglio: un goto di quel buon vino versatelo in un bicchiere, sorseggiatelo durante la preparazione, la zuppa verrà meglio. Aggiungete quindi li fagioli e brodo vegetale di cui avrete preparato abbondante quantità in apposita pentola. Sale e pepe quanto necessita e un poco d’alloro. Portati a cottura i fagioli, facendo attenzione che non si rompano, passarne la metà in un passaverdura per poi rimetterli nella zuppa. Ha da cuocere un tre orette abbondanti. Il cucchiaio deve stare in piedi nella scodella.

Per quando riguarda la pasta: una corta senz’altro, i “sübiócc” se secca, ma se aveste voglia vi consiglieri di preparar prima degli straccetti di pasta fresca (un etto di farina, un uovo) tirata fine e tagliata al coltello così come capita. Van cotti un minuto e messi nella minestra prima di servirla. Passate un giro d’olio e una grattata di pepe. Un bicchier di rosso buono.

La gioia v’assalirà improvvisa, tristezze e pensieri da tribolazioni svaniranno.

S’ha d’arieggiare dopo, ma che importa!

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