“STUDIO LE MALATTIE DEL PASSATO ANCHE PER FAR CAPIRE QUANTO SIANO IMPORTANTI I VACCINI” – Annarita Cusano

Professor  Galassi, ci parli di questa sua iniziativa, parlare dei vaccini e della scienza da un punto di vista paleopatologico. Come nasce?

“Anzitutto, mi permetta di ringraziarla per l’interesse per questi temi di ricerca, affatto scontato in una società focalizzata solo sul presente e spesso ignara e inconsapevole del passato. La paleopatologia,la scienza che studia le malattie nel passato, esaminando mummie, resti scheletrici e fonti antiche, al pari della storia della medicina, ci permette di ricostruire l’evoluzione di patologie che ancora affliggono l’umanità e di comprenderne i trend storici. Vivendo all’estero ho assistito negli ultimi mesi all’acceso, e spesso feroce dibattito che si è scatenato attorno al tema delle vaccinazioni in Italia. Vedere così tante persone mobilitate contro le vaccinazioni e pronte a negarne l’utilità sulla base di supposizioni e fantasie prive di alcun fondamento scientifico, non lo nascondo, mi ha addolorato. In questi anni ho avuto la fortuna in base ai miei studi ed alle mie pubbliche conferenze di accumulare una grande presenza mediatica, la gente ha apprezzato il mio campo di ricerca, è venuta in gran numero ai miei eventi in giro per l’Italia e nel mondo. Volevo restituire anche io qualcosa a quelle persone, la maggior parte delle quali credo alle volte possa nutrire dubbi sulle vaccinazioni soltanto perché mal informata sugli effetti devastanti delle malattie infettive nell’epoca precedente l’introduzione dei vaccini. Ho pensato che non si potesse starsene in disparte, come scrisse il poeta romano Lucrezio, a osservare i marosi dello scontro, nella quiete di quel locus amoenus che è la paleopatologia. Da qui anche l’apertura della mia neonata pagina pubblica su facebook www.facebook.com/FMGalassi, social ormai principe degli incontri e degli scontri sul dibattito in tema di vaccini.”

Qual è il contributo che lei ritiene la sua disciplina, la paleopatologia, possa dare alla campagna pro vaccinazioni?

“Quello che manca più di tutto in questa fase: la memoria. Molte persone pensano che malattie come il morbillo, la pertosse o il tetano siano innocui malanni dell’età infantile. Lo studio della storia delle malattie ci mostra in maniera evidente come queste patologie fossero devastanti nei secoli passati. Tantissimi bambini sono morti a causa di malattie che oggi possiamo efficacemente prevenire grazie ai vaccini e ai progressi della medicina. Alcuni di quei bambini molto probabilmente sarebbero stati anche fisici più grandi di Galileo e compositori più sublimi di Mozart, ma non hanno avuto la possibilità di crescere. Il solo pensiero di disconoscere l’impatto storico positivo dovuto alle vaccinazioni e di voler tornare ad una epoca in cui l’uomo era in balia di tali patogeni, rappresenta un’offesa alla civiltà ai pionieri della medicina che hanno dedicato la loro vita alla ricerca, la quale ha permesso la nascita del mondo moderno in cui abbiamo la fortuna di vivere. La paleopatologia può e deve prendere parte nel dibattito ricordando e mostrando alle persone quale era il mondo prima delle vaccinazioni. Soprattutto, deve spiegare come questi patogeni non siano affatto sconfitti, ma in molti casi solo “indeboliti” dall’alto tasso di vaccinazioni, per fortuna, presente nella popolazione. Se però accantoniamo la scienza ed evitiamo di vaccinarci, i patogeni saranno ancora più liberi di circolare e di replicarsi, uccidendo migliaia di persone. Il terreno che il progresso ha sottratto alla natura selvaggia, la stessa natura selvaggia è pronta a riprendersi non appena noi abbassiamo la guardia.

Come nasce il suo meme di successo “la bocca organo involontario”?

“È apparso su Facebook qualche tempo fa e l’ho trovato molto simpatico, ringrazio chi l’ha fatto. È comparso pochi giorni dopo una mia conferenza in cui alla domanda di un astante su quale opinione avessi sul fatto che molti dicono che le vaccinazioni sono inutili. Risposi, sorridendo, che, per un paleopatologo che studia tutti i giorni l’impatto mortifero delle malattie infettive nell’antichità, sentirsi dire che i vaccini sono inutili, l’unica certezza rimasta era che ancora fra molti anni in molti casi la bocca sarebbe stata ancora un organo involontario. Leggo su vari post Facebook che questo tipo di risposta è stato definito “smile-blasting”. Vede, credo che chi si oppone alla medicina sostenendo tesi assurde vada in primo luogo messo in condizione di informarsi sulla realtà dei fatti. Qualora persista, invece, nelle sue convinzioni, mettendo a repentaglio la salute di tante persone, vada stigmatizzato. Credo che un sano sarcasmo alla maniera “British” corroda facilmente la patina di sicumera e saccenza di tanti ciarlatani. Nel mio caso specifico, mi riesce anche naturale esprimermi così, essendo connaturato al mio carattere e avendo trascorso molto tempo in Gran Bretagna, che reputo senza dubbio la nazione in cui, ancor più che in Italia, mi sono formato come ricercatore.”

 Il suo modo di spiegare la storia della medicina e della paleopatologia ricorda la maniera di Alberto Angela, cosa ne pensa?

“Sono lusingato dal suo apprezzamento, ma non mi permetterei di paragonarmi a uno dei più grandi divulgatori italiani, i cui programmi di informazione rappresentano uno dei punti fermi del servizio pubblico italiano. Sono un accademico che ha avuto la fortuna nella vita di poter occuparsi per lavoro della cose che più gli piacciono al mondo, la storia e la medicina. Voglio solo apportare il mio contributo al grande pubblico, stimolando la mia disciplina, nella misura in cui la mia influenza e le mie forze lo consentono, a prendere coscienza del ruolo storico che, tanto in Italia quanto a livello globale, può giocare in un mondo in cui spesso le conquiste della medicina sono ignorate o messe in secondo piano rispetto a teorie fallaci e ipotesi illogiche e prive di fondamento. Sono convinto fortemente del potenziale della nostra disciplina e darò il massimo per giocare un ruolo importante nella partita. Se le persone si vaccineranno anche grazie alla lezione della storia, avrò ottenuto il mio obiettivo, ben più grande di logiche o ambizioni personali. “

 La rivista americana Forbes l’ha incluso nel 2017 nella lista dei 30 scienziati under 30 più influenti in Europa. Un suo messaggio per gli studenti di medicina?

“Quello che dico sempre ai miei studenti al termine della lezioni di paleopatologia: non siate mai paghi di quello che vi dicono o leggete, studiate a fondo la materia, andate a verificare le fonti primarie, ragionate in maniera indipendente, ricordate che il presente è solo l’ultima pietra collocata in un edificio che è in costruzione da millenni. “

Biografia del Dr Francesco M. Galassi online qui www.cnmpconference.com/fmg

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