IL CONTRAPPASSO DEL SUPERBO – Chiara Daino

Metallari versus Merdallari: il contrappasso Superbo

Con prudenza, più avanti mi sporgo
che’l Duca m’invita: «guarda là sotto!»
così riconosco li Tre che scorgo:

urla Di’Anno poi urla lo Scotto
infin l’Adriano, urlan furenti
«Ricominciamo! Dettato per otto!

un-duè-tre: do re mi fa sol do lenti!».
Più forte grida – lo Duca – mi spiega:
«Quest’è la morchia degli incompetenti!

Quei che sempre, pur valendo ‘na sega
si son detti, senza veri talenti,
trecazziemezzo – sovr’ogne collega.

Qui lor guardiani gridan rudimenti,
dai colli taurini fuòran per stoma
la cella ritmica data d’accenti!

Presso lor, puoi veder sanza più chioma
ché, cavato il tupè, nud’è la rocca
di Frate fesso – lo stremato soma:

per lo tempo tutto a lui qui tocca
pedalar per camallar spazzatura
camallar, sanz’aprir sua vota bocca!

Sotto questo sol non un suon futura
e li timpani non più ci fracassa:
sveltagli la lingua dai Sepultura!

Di Superba non più lo belìn scassa!
Li Genovesi, qui, son più di Mille
ma lo tempo, anche qui, ratto passa.

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