CESSI E RUBINETTI DORATI NELLE CASE OCCUPATE – di Achille Saletti

Roma, rubinetti e water dorati negli alloggi popolari del Comune occupati abusivamente. Questa è la notizia.

Blitz ieri mattina in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca per sgomberare un appartamento di proprietà comunale, già sequestrato in passato, al quale erano stati violati i sigilli per permettere l’ingresso di nuovi occupanti.

In merito alla lotta alla povertà è giunta l’ora di riscrivere, da capo a coda, un nuovo paradigma. Venga negata l’assistenza a chi, per italica furbizia o banale criminalità, gode dei servizi e delle prestazioni che il sistema il nostro welfare offre a chi risulta povero. Ci si ricordi che le prime vittime di tali furbizie sono, appunto, i veri poveri: la cui povertà economica è accompagnata, spesso, da povertà relazionale, comportamentale ed, infine, da quella straordinaria dimensione che i ” veri poveri ” potrebbero insegnare a molti ricchi: la dignità umana.
E proprio in nome di quest’ultimo insegnamento occorre che chi si occupa di povertà mostri un lato severo nel predisporre un’anagrafe sociale che di occupanti abusivi  o di furbi di tre cotte che si muovono nelle pieghe di un sistema assistenzialistico  che misura tutti solo sulla base del reddito, faccia piazza pulita. quanto meno sotto il profilo di agevolazioni che potrebbero essere loro riconosciute.
Fatti salvi i minori, per gli adulti che, furbescamente aggirano gli indicatori che permettono l’accesso alle varie prestazioni ( in danaro o in altre forme di dazione ) cali la scure dell’impossibilità di parteciparvi.
Basta voucher, danaro, sussidi o altro ai furbetti: raddoppiamoli per gli altri, il poco che possiamo dare.
Che il welfare smetta di essere a favore del povero nella sua nebulosa definizione perché la povertà deve essere reale: non come nel nostro sistema che, al contrario, pare in non pochi casi più percepita che corrispondente alla realtà.

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