LA MIA MALATTIA, LA GUARIGIONE, LA PAURA E LA VITA

 

Succede che verso la metà di settembre mi sia scoperta “per caso” (che caso non è mai! Grazie al mio angelo custode!) qualcosa che non andava sul seno destro… Succede che il risultato dei controlli effettuati decretasse: operazione! E succede che ad intervalli la paura tenti di entrare a gamba tesa… anche se sono qui, guarita! Succede che non mi chiedo “perché proprio io? Perché proprio a me? “ . La ragione? Semplice. La “malattia” è un simbolo ed un sintomo… e per questo mi è subito venuto naturale non compiangermi (assumendo la veste di vittima…) ma, al contrario, SVEGLIARMI..! Svegliarmi, Assumendo responsabilità e “comando” della mia vita. Diventando attrice. E non comparsa. Oggi mi vedo con occhi nuovi. Prendo consapevolezza del gioco “perverso “e continuo perpetrato nei miei confronti: non sentirmi mai abbastanza (il mio GIUDICE INTERNO è stato Implacabile. Bacchettone. Autoritario. E poco incline alle carezze). Della “mania” di soccorrere senza rispettarmi (nel tentativo inconscio -ripiegamento narcisista? – di sentirmi buona. E brava. E per questo degna di amore.) Dell’ atteggiamento depressivo. E – in fondo – dell’odore di morte che mi ha da sempre accompagnato… Ma, di fronte alla malattia, la morte diventa qualcosa di reale. Ed è proprio qui, che mi sono accorta che in tutti questi anni le mie “chiacchiere “quotidiane sulla precarietà dell’esistenza erano lontanissime dalla vera consapevolezza che la morte c’è. Esiste. Insomma erano chiacchiere vuote. Un atto scaramantico. Una sorta di sublimazione. Un’esorcizzazione. Succede, dicevo… che la paura tenti di guidarmi e di prendere il sopravvento… La accetto. Osservandola. Senza aggrapparmi. Ma, al contrario, lasciandola andare. Visualizzandola come un fiume che scorre… e va… senza fermarsi. Senza attecchire. La “malattia” è parte del mio processo di crescita… e di consapevolezza che non potrei acquisire in altro modo (sono una capocciona!) La “malattia” è un richiamo che mi ha portato verso questa (mia) verità del profondo: cresci. Ma cresci. Davvero. E prenditi la responsabilità della tua esistenza. Amati. Perché sei degna di amore. Perché è un dovere da cui non puoi prescindere. Smetti di farti sgambetti. Di giudicarti. E smetti di pensare che occuparti di te sia un atto di egoismo. Spogliati dei panni nei quali ti sei identificata. Rammenta che sei sinergia tra spirito -mente e corpo (si, cara, benvenuta tra i mortali!!! Tu sei anche corpo. Onora il tuo tempio) E vivi. VIVI. Senza vergogna. Occupa il tuo posto. Ti spetta! Assapora bellezza e profumi. Chiedi aiuto. E permetti a te stessa di scegliere. Senza dare nulla per scontato. Con gratitudine. E amore. E ricordati sempre l’insegnamento dei chilometri percorsi sulla via Francigena: la vita non si pensa. La vita si VIVE!!! Buona vita a me! Buona vita a tutti voi! (Ringrazio tutti quelli che mi accompagnano in questo mio viaggio…). Ringrazio la grazia degli incontri che ho fatto. Dei professionisti che ho incontrato. E che si sono e si prendono cura di me, con me. Grazie perché insieme si vince e si vive.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz