BIOPIRLA – di Stefano Pazzaglia

La vicenda dei sacchetti biodegradabili mi porta a una riflessione. In epoca pre social questa triste storia che vede il popolo italiano ricevere l’ennesima vessazione non avrebbe avuto alcun risalto. Sarebbe forse stata relegata in qualche trafiletto di giornale. La vergognosa tassa di due centesimi (0,02 €) infilata di soppiatto in una legge di agosto (agosto e se ne sono accorti adesso), che recepisce una normativa europea ed entrata in vigore dal primo di gennaio, costerà alle famiglie italiane 4/5 euro l’anno (che già si pagavano ma non erano dichiarati). Lo scandalo è evidente e la politica, quella che vigila ed è dalla parte del cittadino, in prima fila lega e fratelli d’Italia (son fratelli mica per niente, eh) si sono scagliati contro il governo ladro. E per fortuna che ci son loro perché poi è saltato fuori che a produrre i sacchetti bio è anche l’amica di un noto politico di Firenze ex Presidente del consiglio. E la gabola è stata scoperta. Benedetti social per fortuna che ci son loro. Da questo deduco una morale. Molta gente e alcuni politici dimostrano attraverso i social, che sono solo strumenti, di avere la straordinaria capacità di scambiare una cacca di formica per una merda d’elefante.

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