SONO UN EX TOSSICODIPENDENTE E MI RACCONTO SU FB – di Matteo Venturini

Da quando sono rientrato in Facebook dopo quasi un anno di assenza (vale a dire prima di Natale) ho deciso di rendere pubblico il mio profilo cioè visibile a tutti. A chiunque. Per un motivo: un mio omonimo è venuto a mancare e si era sparsa la voce che forse ero io.
Per fortuna o meno per il momento sono ancora vivo e in salute.
Con amore e gentilezza molti di voi si sono “movimentati” sin dai miei primi post o pubblicazioni e ho ricevuto innumerevoli manifestazioni d’affetto e stima. Sia pubblicamente che in privato.
In qualche caso sono stato “ammonito” (solo privatamente, ovviamente…) per i modi e i contenuti miei espressivi ipotizzando vari aspetti patologici mentali che, a loro giudizio, mi riguarderebbero. Altro ancora…
A me la parola “chiunque” non piace. Mi piace “tutti”. “Chiunque” è quasi sminuire, perché accessibile alla massa, al popolino, ai menestrelli di corte… Anche.
Io non ho mai omesso nulla da quando sono iscritto in questo Social e mi sono esposto parecchio per quanto riguarda la mia storia personale e sul “chi sono” e ho trovato corretto fare questo per un discorso di trasparenza.
Il mondo è piccolo, ci si può incontrare… e di mentire, non mi va.
Chi di voi mi conosce anche nella realtà potrà confermare tutto.
Non ho mai nascosto di aver avuto problemi di tossicodipendenza da quando avevo quindici anni sino a maggio (8 maggio) 2017 da quando non ho più toccato nulla se non psicofarmaci regolarmente prescritti. Attualmente ho quarantatré anni dunque gli anni “malsani” sono stati ben ventotto. E spero sia finita. Giuro.
Per Grazia Ricevuta non ho contratto alcuna malattia fisica causa uso sostanze.
Ho il Morbo di Chron (che è in slang un’infiammazione allo stomaco e all’intestino non trasmissibile) e sto facendo degli accertamenti perché si ipotizza anche la celiachia.
Per il resto, ripeto, tutto ok! Sono un fortunato.
In questi ventotto anni ne ho fatte di tutti i colori. Ho viaggiato, ho studiato, ho lavorato, sono stato un militare per scelta… ho avuto relazioni con ragazze, spesso bravi esseri con le quali, causa l’utilizzo di alcol e droghe non ho portato avanti.
Ho usato qualsiasi tipo di droga legale o illegale che sia e non son qui per redimere nessuno o sponsorizzare l’uso o l’abuso.
Sono finito in psichiatria una quarantina di volte subendo una dozzina di T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) sono stato legato con garze e cinghie di cuoio un paio di volte, sono finito in cliniche private o pubbliche psichiatriche così come in comunità. Non sono un violento, ad oggi non percepisco alcuna pensione d’invalidità.
Ma ho sempre scritto e questo ha spesso dato fastidio. Perché quando scrivo vuol dire che sto bene e alla gente non piace quando io sto bene. Alle persone sì!
Gente=massa, Persone=nicchia.
Io amo la nicchia, quelli che sono dotati di Valore Aggiunto nelle più svariate versioni.
La gente mi riconosce principalmente nei ventotto anni di consumo e ora la mia lucidità infastidisce perché fa paura. La mia è solo onestà intellettuale.
Più di qualche professionista del settore “X” mi ha detto che sono più fuori da lucido che da sballato. Più di qualche conoscente mi ha detto che mi preferiva da sballato perché prevedibile
L’astinenza destabilizza quando la dipendenza diventa status.
Ho usato droghe per il piacere ma anche per anestetizzare il dolore che ho dentro sin dall’infanzia dovuto a dinamiche di violenze in famiglia. Non riconoscevo più me stesso, il mio “essere”, mi ero a personalizzato, non sapevo chi ero e non soddisfavo le aspettative di mia madre.
Per questo venivo punito in modo psicofisico devastante.
Da bimbo, causa maltrattamenti, sono finito al pronto soccorso ma ho dovuto mentire sulle dinamiche.
Non sono una brava e buona persona. Sono atipico nel senso che io non appartengo, io sono. Non appartengo al buonismo di circostanza, al vittimismo, all’ideale “X” per eccellenza (o antonomasia).
Altro Miracolo: ad oggi sono incensurato.
Da quando sono entrato in questo mondo virtuale ho scoperto voi e alcuni di voi sono poesia.
Quattro persone sono state ad ora fondamentali nella mia vita e sempre lo saranno:
La mia migliore amica che sa tutto di me. Noi ci amiamo in modo incondizionato. È un amore perfetto, un amore che supera l’amore stesso. Lei è lombarda.
Il dirigente del mio Ser.T. che mi segue da anni per la sua spiritualità, medico, luminare di alcologia.
Uno dei più grandi e stimati scrittori giornalisti nonché avvocato e criminologo che mi ha insegnato il “non giudizio” parlando mi di Mauro Rostagno.
Il mio amico ex calciatore di serie A e della Nazionale, ora allenatore.
Non faccio nomi per correttezza. Non li faccio perché il profilo è ancora pubblico e rimane tale sino alle 9 di domattina. Poi imposto su amici. Poi blocco.
Tutti coloro che possono dare info sbagliate o formulare diagnosi inappropriate e tutti coloro che oltre al loro profilo hanno anche un fake.
Ho più di 4800 amici e ridurrò in modo drastico.
A Natale ho scritto un post dedicato alla mia famiglia. Un post d’accusa.
Io sono orfano ma ho un fratello e molti zii e cugini e cuginetti.
Il regalo più bello che ho ricevuto è stato quello di una delle mie cugine che dopo aver letto il post in questione, mi ha mandato un cuore su Istagram.
Io vivo di questo. Per questo sono atipico, disturbato… non conforme cioè sbagliato.
“Se piaci a tutti vuol dire che non vali un cazzo!” ha detto Kurt Cobain e a questo io ci credo perché generalmente il piacere produce invidia, gelosia, sputtanamenti vari, teorie, fantasie…
E io sono tutto questo per molti che non ne son capaci (di essere se stessi).
Il limite è un aspetto della condizione umana e i mediocri vivono sempre bene.
Se ti riconosci nella caricatura di te stesso, semplifica il mio lavoro: eliminati.

 

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