GRASSO E L’ABOLIZIONE DELLE TASSE UNIVERSITARIE – di Stefano Pazzaglia e Enrico Nascimbeni

La recente uscita del leader di leu, acronimo di liberi e uguali, Pietro Grasso ex Procuratore generale di Palermo e Presidente uscente del Senato, eletto nelle file del Pd, sulle tasse universitarie è sconcertante. Siamo in campagna elettore quindi le promesse da marinaio si sprecano. Quasi sempre però non si giustificano le dazioni spiegando le dovute coperture economiche. Questa però è un’altra questione. Ma torniamo al candidato di leu, che vuole essere la vera sinistra in Italia non riconoscendosi nelle istanze (in verità nel Segretario) del partito voluto da Valter Veltroni. La vicenda che ritengo sconcertante è che una nuova formazione, tramite il suo leader, che propone la perequazione come stella polare faccia una proposta che è tutt’altro che perequativa. Attualmente le tasse universitarie si pagano in proporzione al reddito. Chi è sotto un certo reddito non paga. La proposta del Presidente del Senato andrebbe a favorire chi ha possibilità economiche e giustamente paga. Non mi sembra esattamente una proposta di un partito di sinistra. Mi chiedo perché Grasso abbia fatto un’uscita del genere. Una risposta sensata è che il capo di leu non sapeva della progressività delle tasse universitarie. Quindi, ignorando questo fatto, ha fatto la sua filippica sulla scuola, il diritto allo studio ecc. ecc. Questo però è grave ed evidenzia una superficialità preoccupante soprattutto per un uomo di tale profilo istituzionale che si propone per la guida del paese. Oppure, altra risposta, l’ex Presidente del Senato ha sbagliato partito.

 

 

NOTA DEL DIRETTORE Il nostro-vostro giornale pubblica il pensiero di tutti. Anche quando, e questo è un caso, è in totale disaccordo con il conutento dell’articolo.  Le tasse universitarie sono, a mio parere, un balzello indegno di un paese democratico. In un paese dove nelle scuole manca il riscaldamento e crollano l soffitti. E dove le università spesso hanno aule cadenti e antesignane. L’istruzione è un diritto per tutti i ragazzi. Aggiungo che, personalmente, abolirei le scuole private.  L’istruzione è un diritto sacrosanto e non si deve pagare. In uno stato civile. La penso così quindi concordo con Grasso.

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