SENATRICE A VITA LILIANA SEGRE… FU DEPORTATA A 14 ANNI AD AUSCHWITZ – di Ferruccio De Bortoli

Il Presidente della Repubblica ha nominato Liliana Segre, che venne deportata all’età di 14 anni ad Auschwitz, senatrice a vita. Una scelta di grande rilevanza storica, una profonda lezione civica. La memoria della Shoah, che tende a attenuarsi, tra vergognosi revisionismi, in un’ Europa in cui riaffiorano i peggiori fantasmi del Novecento, trova un suo doveroso riconoscimento istituzionale. Entra in Parlamento una testimone diretta della persecuzione nazifascista contro un intero popolo e degli stessi italiani contro i propri concittadini ebrei. Liliana ha speso gli anni più recenti nel portare ovunque, soprattutto nelle scuole, il racconto della sua vita. La descrizione minuziosa e appassionata di come si possa progettare e realizzare uno sterminio di massa, concepito nel cuore dell’Europa più colta. Quei germi dell’intolleranza razzista, della criminalizzazione dei diversi, trovano alimento nelle degenerazioni attuali del nazionalismo. Sono ancora tra noi, non sono finiti negli archivi della storia sanguinosa del secolo scorso. Li si combatte con la memoria dei giusti. Con le coraggiose testimonianze di chi, come Liliana, tiene viva la memoria e ridà dignità e rispetto a tutti coloro che dai campi di concentramento e sterminio non tornarono più, non solo ebrei. Liliana partì nel gennaio del 1944 dalla stazione Centrale di Milano dove oggi sorge, al binario 21, il Memoriale della Shoah, di cui chi scrive è presidente. Fu deportata assieme al padre che ad Auschwitz venne subito condotto alle camere a gas. Stessa sorte toccò ai suoi nonni paterni. Per tanti anni quel luogo è rimasto sconosciuto ai più. Dimenticato. Eppure in quel sotterraneo i nostri concittadini, ma non solo, insieme ad altri detenuti per ragioni politiche, sono stati trattati nella maniera più disumana. Sono diventati oggetti di cui liberarsi in fretta. Cacciati nei vagoni blindati da tedeschi e italiani, nell’indifferenza generale. Oggi un Memoriale ricorda quei giorni tragici e anche le nostre colpe. Nel 1938 Liliana, come gli altri cittadini ebrei, fu colpita dalle leggi razziali. Non poté più andare a scuola. Oggi 80 anni dopo da quelle vergognose norme che pure trovarono vasto consenso, entra a palazzo Madama come senatrice a vita. È un risarcimento morale e storico e una dimostrazione di forza morale delle istituzioni repubblicane. Grazie presidente Mattarella.

 

 

 

 

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