C’E’ CHI A QUEL “FATTONE” DI RIMBAUD OGGI PREFERISCE MOCCIA… CHE TRISTEZZA – di Matteo Venturini

 

La “cultura strana” (non è un complimento) impone un mercato “letterario” (stra)fatto di “autori” tipo Moccia che hanno creato il loro business vomitando nero su bianco emozioni da fenomeni da baraccone, sentimenti preconfezionati, illusioni clandestine e allusioni di circostanza.
Vengono letti, vendono… si fanno fotografare con cappellini in testa o vezzi vari per dare un’immagine, un’impronta che non hanno o se ce l’hanno è banale.
Molti non conosco Rimbaud, Baudelaire, Verlaine, Mallarmé, Ducasse, Wilde… non vengono fatti studiare a scuola. Forse per paura della farsa del buoncostume.
Loro sono morti, strafatti, erano “strani”… ma hanno dato la vita per lasciare una speranza. Fosse solo un’ipotesi.

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