“PRIMA VENNERO GLI ZINGARI”… MEZZO MILIONE DI ROM E SINTI STERMINATI DAI NAZIFASCISTI

rom e i sinti subirono feroci e insensate persecuzioni dal regime nazista e fascista, poiché considerati razze non ariane e quindi inferiori. Fin dal 1938 il regime fascista intraprese politiche discriminatorie verso i cittadini italiani rom e sinti, arrivando alla deportazione di massa verso la Venezia-Giulia, il Sud dell’Italia e la Sardegna. Non da meno fu la violenza con cui agì il nazismo. Il tentato genocidio di questi due popoli si indica con il termine Porajmos\Porrajmos (in Lingua romaní «devastazione», «grande divoramento») oppure con Samudaripen(«genocidio»).

 

Cenni storici

I rom e i sinti sono le due grandi etnie nomadi i cui nomi differenti derivano soprattutto dalle differenze linguistiche: i Rom sono di lingua Romani, mentre i Sinti derivano nome e lingua dalla religione Sind, un antichissimo credo panteistico praticato soprattutto in India. E’ opinione comunemente accettata che entrambi provengano dalle regioni del nord-ovest dell’India, ma non è certo quali sia stato il percorso precedente che li abbia condotti sin là . Si pensa che Sinti e Rom abbiano lasciato l’Indiaall’inizio dell’undicesimo secolo per giungere in Asia Minore alla fine dello stesso secolo e quindi nei secoli successivi per migrare attraverso l’Impero Bizantino in Europa. Secondo svariate fonti storiche in Italia sarebbero giunti intorno al 1400[1].

Il popolo gitano costituisce un’avanguardia di alternativa sociale e per questo ha sempre attirato l’invidia e la fobia delle società  gerarchiche. L’elemento preponderante della loro organizzazione sociale è una forte tendenza all’individualismo, al pacifismo e all’assenza quasi totale del concetto di proprietà . Per lo zingaro il centro di tutto è la famiglia (marito, moglie e figli), non esistono, né mai sono esistiti, re o regine degli Zingari. Oltre il nucleo famigliare vi é la famiglia estesa, che comprende i parenti con i quali vengono spesso mantenuti i rapporti di convivenza entro lo stesso gruppo.

In sintesi questa è la struttura sociale delle popolazioni nomadi:

gruppo > sottogruppo> nátsija (nazionalità ) > vítsa (discendenza, prende il nome dal capostipite) > famiglia > individuo

Lo sterminio dei Rom e Sinti nei regimi nazifascisti[modifica]

Negli anni compresi fra il 1939 e il 1945 il nazionalsocialismo eliminò fisicamente oltre 500.000 zingari. La ricostruzione storica dello sterminio è frammentaria e lacunosa e tendenzialmente ignorata per motivi razzistici che ancora oggi permangono. Il fattto singolare è che lo sterminio dei rom e dei sinti, insieme a quello ben più conosciuto degli ebrei, ebbe motivazioni eclusivamente razziali; anche quello degli slavi nei territori occupati dall’esercito italo-germanico fu fatto su basi razziali ma solo parzialmente e comunque non ufficialmente dichiarato.

Rom e Sinti perseguitati nell’Italia fascista

In Italia, a partire dalle leggi razziali del 1938, il regime fascista diede il suo notevole e macabro contributo al folle sterminio di questi popoli [2].

Sulla persecuzione di Rom e Sinti sotto il regime fascista, ed in particolare del loro internamento nei campi di concentramento fra il 1940 ed il 1943, per molto tempo è calato un muro di silenzio assai inquietante. Mentre delle persecuzioni ebraiche è piena la letteratura storica, le discriminazioni subite dagli antifascisti e soprattutto dagli omosessuali e dalle minoranze etniche e religiose, come i Rom e Sinti, sono state quasi del tutto ignorate dagli storici e dai media, soprattutto da quelli nostalgici dei vecchi regimi. Il problema dell’internamento nei campi di concentramento fascisti, dopo l’8 settembre 1943 e l’istituzione della Repubblica Sociale Italiana, sarà  correlato alla deportazione nei campo di sterminio nazisti, come conseguenza dell’ingressso delle truppe germaniche in Italia.

 

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