DIECI ANNI FA MORIVA MIO PAPA’… “IL SIGNORE DELLA TERZA PAGINA” DEL CORRIERE – di Enrico Nascimbeni

“Caro papà ti scrivo e la mia mano trema…”.

Era una vecchia canzone che mi cantavi tu papà. Ora davvero la mia mano trema nello scrivere di te nel decennale della tua morte. Perché quando hai chiuso gli occhi lo hai fatto tra le mie braccia. Verso le dieci di sera. Qualcuno a me caro dice che da quel giorno non sono stato più lo stesso. Ha ragione. Ma le vie del dolore non conoscono la vergogna di essere quel che si è diventati. Di stare come si sta.

Tra le mie braccia chiudeva gli occhi non solo il mio papà. Ma il “Paron” della Terza pagina del Corriere. Quella della Cultura. Una cultura ora “percossa e inaridita”.

Chiudeva gli occhi l’uomo che aveva intervistato Borges. Fromm. La Yourcenar. Che mi aveva fatto conoscere Montale, Pasolini, Moravia, Bevilacqua, Calvino, Buzzati, Sereni. E altri ancora. Ora non ricordo. Ora ricordo te.

“Caro papà ti scrivo e la mia mano trema…”. E in questo pomeriggio di sole a Milano nella stanza volano le tue parole e i tuoi amati libri. Tutto avviene nella mia mente. Come nel finale danzante di “Otto e mezzo” di Fellini. Si aspetta di unirsi ai personaggi che hanno trovato un autore infinito nella loro vita. “Ed io non so chi va e chi resta.”

Mi manchi.

Enrico

 

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