SIAMO UN POPOLO DI RAZZISTI – di Enrico Nascimbeni

Non mi stupisce vittoria de 5stelle. Era annunciata. Il voto di protesta degli italiani era stato già anticipato dal precedente referendum. Così come la batosta che ha preso il Pd.

Mi addolora e preoccupa che sia ora la Lega a guidare il Centrodestra e che abbia preso una valanga di voti. Il voto del Popolo è sovrano. Mi chiedo dunque che popolo siamo.

Un popolo che al Nord, e non solo al Nord, è razzista. E ha votato un razzista. Non a caso la stragrande parte della stampa estera afferma che in Italia c’è una preoccupante avanzata dell’estrema destra. E come estrema destra identifica la Lega di Salvini. Non quei quattro pagliacci nostalgici di Casa Pound che sono stati ridimensionati.

Chi ha votato Lega ha votato un uomo che ha giurato sul Vangelo e sulla Costituzione. Una cosa oscena. E cosa ha giurato? Anche di “ripulire” l’Italia dai migranti. Cioè dal diverso. Da chi non ha il nostro stesso colore della pelle. Da chi scappa da guerre e carestie.

Perché tutto sommato siamo, eravamo e saremo un popolo di razzisti. Mica solo con i neri o i migranti. Ma pure col vicino di casa “terrone” o quel “culattone” del figlio del nostro vicino. Mi spingo oltre. Quello che viene campanilismo è razzismo. In Italia già son dei “diversi” quelli che in una città vivono nell’altro quartiere o quelli che nel paesino accanto hanno un’altra accentazione. DIVERSA dalla nostra.

E allora va bene. Prima gli italiani. Ma quali italiani? Quelli che hanno votato Salvini sono i veri italiani? I patrioti? Se così è non sono italiano. Sono un migrante di fatto da partito da un paese e arrivato in una città. Sono un diverso. Un gay. Un nomade. Un ebreo. Un mendicante arabo. Un figlio di nessuno. Uno scappato di casa. Sono brutto, sporco e cattivo. Sono tutto quello che volete. Ma non un razzista. E il razzismo (che fa rima con fascismo) lo combatterò sempre. Costi quel che costi.

 

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