QUEL GRAN PACCO DEL REDDITO DI CITTADINANZA DEI 5 STELLE – di Achille Saletti

Tutti i nodi vengono al pettine:

Di Maio ha già anticipato che il reddito di cittadinanza non si potrà avere prima di alcuni anni.

Dice, Di Maio, che la prima mossa sarà la riforma dei centri per l’Impiego. Non dice, Di Maio, che i centri per l’Impiego sono di competenza regionale e non lo sarebbero più se fosse passata la riforma costituzionale dell’odiato Renzi.
Praticamente non dice Di Maio e i giornalisti che nulla sanno di ciò che scrivono non lo domandano, come pensa di procedere.

Le strade sono due: conferenza delle regioni in cui si trova un accordo ( scordiamocela ) o riforma costituzionale per ritrasferire, a livello centrale, le competenze.
Risultato: anni e anni e anni, prima di vedere uno straccio di reddito di cittadinanza, a meno che non si decida di buttare nel cesso decine di miliardi sotto forma di sostegno diffuso che, però, suonerebbe (nella logica grillina) una beffa. I centri per l’impiego, oggi strutturati come centri ascolto che l’impiego non riusciranno mai a trovarlo, non funzionano.
Uno dei tanti esempi in cui un problema complesso richiede soluzioni complesse…

Avanti Italia.

 

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