LA LEGGE ELETTORALE – di Stefano Pazzaglia

Dai ammettetelo che continuate a ripetere che la legge elettorale è un disastro perché l’avete sentito da altri, molti, quindi deve essere vero. E continuate a ripetere che il maledetto rosatellum è l’origine, o almeno una, dei nostri mali. E che la maledetta grida da leguleio stolto non permette la governabilità. Dai ammettetelo testoline di rapanello che non sapete una cippa del perché abbiamo questa norma che ha rappresentato in modo fedele il nostro voto.

Cosa c’era prima della legge firmata dal deputato PD Rosati? Non lo sapete, lo so. No non c’era la fantastica legge di Alice nel paese delle meraviglie. C’erano due norme che regolavano la vicenda (italicum e porcellum-consultellum entrambi emendati dalla Corte Costituzionale) che avrebbero generato maggioranze diverse nei due rami del Parlamento.  Non lo sapevate vero? Non c’è niente di male d’altronde sono argomenti tecnici. È comprensibile ma non fate i draghi raccontando cose di cui non sapete. Non scimmiottate qualcuno che scimmiotta qualcun’altro.

Cosa dite? Perché c’erano due leggi elettorali? Beata innocenza!

Ma perché avete votato No al referendum costituzionale.

L’italicum era la legge che doveva regolare l’elezione dell’unica camera prevista dalla riforma costituzionale. Questa sì era una norma elettorale che dava governabilità perché prevedeva il doppio turno quindi l’elezione certa di un vincitore. Ma avete votato no. Così all’ultimo momento dopo lunghe beghe, per evitare il ridicolo, è stata partorita la legge maledetta. Norma varata sei mesi prima delle elezioni con voto di fiducia. Due cose assolutamente da non fare per una legge che regola questa materia come ha anche sottolineato più volte la UE. Non vi ricordavate neanche questo zucche vuote vero?

 

La legge dell’onorevole Pd prevede un terzo di eletti con il maggioritario e due terzi con il proporzionale. Una cosa all’italiana insomma. Ma tanto cosa vi racconto a fare che non avete ancora capito cosa sono i collegi uninominali. E pensare che molti di voi, convinti dal buon Mariotto Segni, il maggioritario l’hanno scelto all’inizio degli anni novanta con ben due referendum (’91 e ’93 ma vado a memoria verificate, perché bisogna sempre verificare testoline). Il modello anglosassone era il punto di riferimento. Non ricordate lo so. Vi rinfresco.

Il sistema elettorale proporzionale, che ci aveva accompagnato dal secondo dopoguerra e che era considerato lo strumento con cui la partitocrazia della prima repubblica gestiva e spartiva il potere, doveva essere cancellato. Bisognava andare verso il bipolarismo e la governabilità. Viva il maggioritario e abbasso il proporzionale gridavate testoline!

La vostra volontà referendaria (non la mia perché ho votato contro, mi sembrava molto più assennato uno sbarramento, magari al 5%) non è mai stata rispettata perché un maggioritario puro non c’è mai stato nel nostro paese. E qui la moco (= ora me ne sto zitto), la pianto di fare il saputello.

 

Il problema vero è un altro. Una testa un voto questo è il dramma. Ai populisti della mia opinione non frega un cazzo perché loro vogliono voi che siete in tanti razza di minus habens.

E adesso mandatemi affanculo ve ne do facoltà.

 

 

 

 

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