I HAVE A DREAM – di Mattia Feltri

Ieri Gianfranco Rotondi, vecchio democristiano ora in Forza Italia (con la sua Rivoluzione cristiana), uomo ironico e saggio, ha detto che se gli fosse toccato andare al Quirinale ci sarebbe andato in Limousine. Non ne posso più (come tanti) di queste sceneggiate di leaderini che salgono a piedi, per far vedere che risparmiano due euro, e poi non riescono a mettere in piedi un governicchio che magari ce ne farebbe risparmiare quattro. Così, stanotte ho fatto un sogno.

Riceviamo dispaccio dal Quirinale.
Ieri, il Visconte Rotondi giunse sul Colle a bordo di una Limousine cromata in oro zecchino, fra due ali di folla esultante. Subito appresso seguì il Conte Duca Roberto Fico del Bigoncio approcciatosi su un crocchio trainato da sei cavalli bianchi, facendo omaggio al popolo di un lancio di Ferrero Rocher. Purtroppo si verificò uno spiacevole incidente, allorché sopraggiunse Sua Eccellenza il Cavalier Silvio Berlusconi in elicottero, il cui mezzo atterrando decapitò due dei sei cavalli. La moltitudine ne colse il destro per improvvisare un gradito barbecue, innaffiato da un generoso vino dei Colli offerto dalla cantina privata del Principe Sergio Mattarella Blaimont di Vancouver. In quello sopraggiunse il Generale d’Armata Kaiser Matteo Salvini a bordo di un Carrarmato Rolls Royce, che salutò i romani con un colpo di mortaio: ingenti le vittime. Chiusero il corteo l’Ammiraglio di Fregata Maurizio Martina con sciabola d’abbordaggio con cui tenne a distanza i questuanti, trasportato da risciò trainato da quattro elettori di LeU, e Sua Magnificenza il Pontefice Massimo Luigi Di Maio Colonna Borghese, issato su sedia gestatoria (retta da dodici fortunati vincitori delle trasportarie), e con in testa una tiara e tre corone, rappresentanti padre, figlio e spirito santo, e cioè Grillo, sé e Casaleggio.
All’uscita il governo era fatto.

 

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