N0N MI VA DI VEDERE PIU’ NESSUNO PERCHE’… – di Iolanda Toscano

Sono anni che non vedo quasi più nessuno, sono diventata una asociale senza accorgermene troppo, frequenterei solo i bar se seguissi il mio essere, perché te ne vai quando vuoi e perché le persone che annegano nell’alcool qualcosa che non può annegare mi son più simpatiche e più affini…ma non bevo troppo perciò poco bar che è meglio va’. Resta il problema del non vedere gli amici, di non conoscerne altri…e io invece sono una puttana sorridente, che si trova bene brilla in mezzo a gente brilla, dicono che sono anche simpatica…boh. Balle, la verità è che non riesco a parlare del più e del meno, non ho voglia di informarmi e non seguo più nulla, non conosco le serie, zero gossip, zero attualità… la verità è che fatico a pensare per schemi comuni, fatico ad avere interessi comuni, fatico persino a pensare che dovrei pensarci. Già da ragazza mi veniva da distrarmi subito, da non ascoltare, ora sono arrivata a livelli vergognosi e preoccupanti. E da quando vivo in un paesino, dove tutti sanno di tutti, mi rendo ancora più conto di quanto poco animale sociale sia rimasto in me… perché non so un cazzo di nessuno e nemmeno voglio sapere. Mi spiace perché mi rendo conto di non essere utile a niente e a nessuno così. Mi spiace perché sento il pericolo di perdere quella voglia di vivere che non avevo mai messo in dubbio prima. Mi spiace per tutte quelle persone che diranno; “ma è una stronza, non si fa più né vedere né sentire, manco una telefonata all’anno, è una stronza.” Mi sa che hanno ragione, perché stronza mi ci sento…gli voglio bene, non ho nulla contro di loro e a volte mi mancano pure, eppure il mio deretano non si smuove, e resto sola. E sola sto bene, in mezzo al verde, di fronte al mare, seduta sulle scale, solo che parlo da sola…eppure mi sento in equilibrio, al mio posto. Mi dimentico di tutto e di tutti, non mi sento in colpa… ma nemmeno mi sento giusta. Ho da vent’anni almeno capito che posso solo pensare in modi estremi quindi meglio non pensare. Non pensare all’unica realtà che conosco…Che tu sei un neo-schiavo, che la tua intera esistenza è falsa ed è per recitare in essa che tutti i giorni ti travesti. Io uccido, io inquino, io muovo guerre in paesi già distrutti da quelle precedenti, io compro, io butto, io regalo, io vado a vedere, io vado a sentire, io spalmo, io dipingo, io restauro, io accelero, io freno, io striscio nel pos, io scrivo questo post e mando WhatsApp, sms e foto… io partecipo attivamente allo scempio del mondo in cui ho spedito una figlia e niente allontana mai troppo questa certezza, questa consapevolezza, posso fare l’amore, bere con gli amici e ridere o fumare dell’erba buonissima, guardare un film o un documentario, ascoltare musica o cucinare ma non posso smettere di pensare al fatto di essere una bastarda occidentale. Non posso scopare sempre, bere sempre, fumare sempre, togliere le ortiche sempre, insomma arriva sempre il momento per pensare davvero. E poi adesso ci sono più migranti, più gente disperata o scomoda intorno a noi, adesso è molto più difficile fare
finta di niente. Abbiamo sotto gli occhi il frutto dei nostri spensierati anni di consumismo pazzo, signore e signori e fessi come me. Come si va avanti così? Cazzo ma non sono mica l’unica a viversela male… io vedo fiumi di persone schizzate, finti calmi, finti consapevoli, veri pazzi che non sanno di esserlo. Ho quaranta primavere e ho sentito per troppo tempo parlare di ecologia, di pace, di giustizia. Ho visto passare troppo tempo e niente è davvero migliorato. Devi essere un forzato dell’ottimismo, un decerebrato delle good vibration o un coglione totale per non avere paura insieme a me. Vacca troia ma perché non siamo tutti in neuro con una camicia di forza a sputarci a vicenda?

Io non appartengo più – Roberto Vecchioni

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