BRUNETTA INTERVISTATO DAL CORRIERE COME PRODUTTORE DI VINI… E CHISSENEFREGA – di Fabio Cavalera

Per la serie #chissenefrega una intervista del Corrierone al “vignaiolo” parlamentare di Forza Italia Renato Brunetta, presente a Vinitaly. Come se non bastassero gli sproloqui politici quotidiani dello stesso “vignaiolo” (non il solo ovviamente), ecco una perla di spazio sprecato dai giornali.
Qualche passaggio (a beneficio di chi non avrà la possibilità di tuffarsi nella lettura) rende l’idea di tanta saggezza, addirittura a pagina 6, ossia nella sezione più importante della testata:
«Quanto ha investito?»
«Mi sono indebitato fino ai capelli ma sono felice…»
«Ha assaggiato il vino di Bruno Vespa?»
«No, ma so che è un serio professionista nel giornalismo, lo sarà quindi anche nella produzione di vino»
«E il vino di D’Alema lo conosce?»
«Anche lui è uno serio e non ho dubbi sul suo vino»
«Ha venduto bottiglie?»
«…ho l’imprinting del venditore di strada»
«Come è diventato produttore di vino?»
«…una passeggiata al tramonto tra i filari ripaga di tante amarezze e fatiche» (ndr: specie negli ultimi 40 giorni, visto che dalle elezioni a oggi deputati e senatori sono pagati per non fare assolutamente nulla e per girarsi i pollici)
«Le vigne hanno un nome?»
«La prima che ho piantato è dedicata a Vittoria, la nipotina, figlia di Serena. Le altre a Serena, a Titti, a mia madre Elena e a mia suocera Santa».
«Il logo di Capizucchi che cosa rappresenta?»
«…un messaggio di purezza e verginità».
Ogni commento è superfluo. Negli Stati Uniti proprio ieri hanno assegnato i premi Pulitzer, i più prestigiosi per il giornalismo. Hanno vinto le reporter e i reporter che hanno indagato sulle molestie sessuali e sui rapporti di Trump con la Russia. Purtroppo si sono dimenticati di Brunetta e della sbornia del Corrierone.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz