CONDANNE PER LE TRATTATIVE STATO-MAFIA… SI OK MA LA MAFIA CON CHI TRATTAVA? – di Nicola Forcignanò

Bisogna prima leggere le motivazioni, eccerto. Anche perché così si capisce davvero ben poco sulla sentenza del Tribunale di Palermo relativa alla trattativa Stato-mafia. Io, almeno, non ci ho capito nulla. Al di là della casualità che la sentenza è arrivata durante le fasi più accese dell’altra trattativa, quella per dare vita a un governo al Paese.
Le sentenze si accettano, ci hanno insegnato in questi anni. Va bene, da Dell’Utri al generale Mori, passando per tutti gli altri, sono una banda di criminali al servizio della mafia. Quello che non ho capito, tutta questa gente con chi ha trattato? Perché è questo il punto. Dicono i magistrati che l’ex senatore di Forza Italia era la cinghia di trasmissione con Berlusconi. E, allora, perché Berlusconi non è condannato?
Tre governi avrebbero trattato con la mafia. Possibile che il lungo e infaticabile lavoro degli inquirenti non abbia prodotto il nome di un politico, uno, al quale attribuire la responsabilità della trattativa?
Mettiamo che militari e servizi abbiano tradito lo Stato. Ma qual è stato il loro referente politico? Solo Dell’Utri. Pare difficile che l’ex senatore, che non ha mai avuto ruoli istituzionali, possa aver favorito con leggi o decreti Riina e la sua banda di macellai.
Così com’è strano che l’ex onorevole Mancino sia stato assolto dopo essere stato accusato di varie telefonate al Quirinale. Tanto vale per l’ex onorevole Manino. Altro politico assolto. Mancino ha parlato di teoremi contro di lui.
Così, a me sembra che la sentenza abbia dato vita a un nuovo teorema: Berlusconi è il male assoluto. L’accusa: egli non ha denunciato le minacce subite da Dell’Utri. Ma ci sono le prove delle minacce?
Aspettiamo le motivazioni.

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