DELIRIO SOCIAL SULL’AGGRESSIONE AL DOCENTE DI LUCCA: “IL PRIMO DA PUNIRE È IL PROFESSORE.” – di Enrico Nascimbeni

La notizia è oramai nota. In una scuola di Lucca un professore è stato insultato e minacciato. Il video dell’atto criminale è stato postato sui social. Sei studenti sono indagati e per loro il ministro dell’Istruzione Fedeli propone la bocciatura.

E scorrendo i social ecco che arriva l’opinionista “controcorrente” (del quale non faccio il nome per non fargli pubblicità). Un uomo adulto che pur di essere voce (stonata) fuori dal coro e ottenere l’applauso (like) dei suoi sconsiderati seguaci afferma che: “Il primo da punire è il è il professore. In un istituto tecnico di Lucca, mentre la classe ghigna compiaciuta, il professore di storia viene deriso (a me pare maggiormente appropriato del minacciato) da un ragazzo con “Prof, mi metta 6 e non mi faccia incazzare” e “Chi è che comanda, eh?” infine “Si inginocchi”.
La Digos e la Polizia postale si attivano, il preside chiede sanzioni, la pubblica opinione si indigna, i sociologi si scomodano.
Da quello che si percepisce dal video, diversamente io m’interrogo come quell’uomo si sia ridotto a farsi umiliare così; quali e quante insubordinazioni avrà tollerato, in passato, da far sentire autorizzati a tali atti di maleducazione i suoli alunni.
Se avessimo più educatori con la schiena dritta (che non è sinonimo di autoritari, bensì di autorevoli), probabilmente il nostro paese non avrebbe smarrito la direzione di marcia.
Ben venga una punizione esemplare; a condizione, però, che per primo sia inflitta al professore e poi agli alunni: infatti non è tollerabile che nella scuola pubblica s’insegni ad abbassare lo sguardo al cospetto della prepotenza.”

Rispondo brevemente a questo “signore”. Quindi la colpa secondo lei è anche del rapinato e non del rapinatore. E si. Il rapinato doveva stare attento e intuire mentre camminava per strada. che sarebbe arrivato il rapinatore. E sapere perfettamente come reagire. Quindi colpa di tutti e due. E poi quei fessi che sanno benissimo che cadono le bombe e non si spostano. Lei confonde la mitezza di un essere umano e la vulnerabilità con debolezza. Non mi risulta che si studi all’università la destrezza nel controbattere a un giovane criminale (non bullo criminale) con schiena dritta e petto in fuori. Non so se lei sia autoritario o autorevole. So che per uscire per forza dal coro e distinguersi su un social ha scritto una grande stronzata. Questo “signore” ha sbagliato tutto per smania di protagonismo social. Il titolo era casomai secondo me IL PRIMO DA PUNIRE È IL GENITORE… O i professori devono fare corsi di difesa personale?

 

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