CHIUDETE QUELLA FOGNA DI BULLISMO CHIAMATA GRANDE FRATELLO – di Enrico Nascimbeni

(Liquido – Narcotic)

Questi non sono concorrenti sono un branco. Una gang. Minacce, mani addosso a una donna, parolacce ogni due secondi, bullismo, un fascista che schifa la festa della Liberazione, risse sfiorate, disprezzo per la cultura e la lingua italiana, bieca ignoranza al potere, raccomandati, tracotanza coatta di una giovinezza già vecchia in partenza, omofobia, maschilismo, puttanesimo al maschile e al femminile.

Ma quest’anno i concorrenti del Grande Fratello li hanno presi direttamente da un carcere (scadente) o da una lista di esseri agli arresti domiciliari? Da una comunità di recupero (scadente)? Da un a setta il cui idolo è un testicolo? Insomma la meglio gioventù l’hanno scaricata in questa finta casa piena di telecamere dove delle gare di rutti e scorregge risulterebbero una serata di gala al confronto di quello che giornalmente avviene in quella fogna abitata da scappati di casa e olgettine mancate.

Se fossimo, ma non lo siamo, un paese civile questo programma andrebbe chiuso al volo causa cattivo esempio per tutti e istigazione a delinquere (eh sì, perché veniamo istigati a entrare in quella casa e prenderli a calci nel culo tutti (nessuno escluso), compreso il frigorifero.

O forse, per il bene del buon gusto, forse sarebbe meglio lasciarli lì per tre anni spegnendo le telecamere e non dicendoglielo. E metterli a pane ed acqua di rubinetto, non sponsorizzata. Sta banda di accattoni (niente a che fare con Pasolini) senza cervello, dignità, arte né parte.

Ho visto la schiena di uno di quei pirloni. Ha tatuato praticamente un romanzo. Secondo me visto che manco se lo vede bene, non sa che gli hanno tatuato le istruzioni per montare un armadio dell’Ikea. Mentre, sempre secondo me, lui aveva chiesto al tatuatore di incidergli la sua unica lettura nella vita: le categorie di You Porn.

 

 

 

 

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