PICCOLA EDITORIA A PAGAMENTO? FORSE SI DA PIU’ DA FARE DEI GRANDI EDITORI E FARE L’EDITORE NON E’ UN GIOCO PER BAMBINI SCEMI – di Sam Stoner

È divertente leggere post di amici scrittori, editor, giornalisti, che glorificano “l’editoria vera” a discapito di quella che chiede contributi. Come se la “loro” editoria vera sia il cazzo del Santo Graal. Negli ultimi mesi ho raccolto numerose testimonianze di amici scrittori che hanno pubblicato con l’editoria vera che non chiede contributi e che sono abbandonati a sé stessi. Parlo di case editrici satellite dei grandi gruppi editoriali non di giocolieri improvvisati. Eppure non c’è nessuna persona con la quale parlare, nessuna presentazione organizzata, se loro organizzano presentazioni non arrivano copie del libro, librerie indipendenti che chiedono i libri e che non ottengono risposta dalla casa editrice VERA. Di queste case editrici non si parla male perché, appunto, non chiedono contributi… Ebbene oggi anche mio nipote di 15 anni sarebbe in grado di prendere un manoscritto, elaborare una copertina impaginarlo e pubblicarlo ma questo non farebbe di lui un EDITORE. Ma forse nessuno ne parla male perché fanno capo a gruppi editoriali nei confronti dei quali questi amici scrittori giornalisti editor si prostrano culo all’aria mentre è più facile sparare sull’editoria a pagamento che non ha referenti. Ma lo sapete che ogni volta che alzate la voce SOLO sull’editoria a pagamento (per non parlare di chi si autopubblica, ossia i poveri scrittorucoli improvvisati) fate la figura degli idioti? Be’ ora lo sapete.

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