LETTERA DI UN DOCENTE UNIVERSITARIO ROM: “OCCORRE CONOSCERE, CARO MINISTRO SALVINI” – di Alexian Santino Spinelli

Caro Ministro mi permette un caffè? Vorrei spiegarle civilmente che con le ruspe e con le schedature di tetra memoria non si risolvono i problemi. Io come Lei, in quanto Rom e in quanto italiano, ho tutto l’interesse a risolvere i problemi che attanagliano una piccola parte della popolazione Rom in Italia. Vede, l’inclusione è come l’amore, si fa in due. Bisogna conoscersi, rispettarsi e riconoscersi per favorire l’interazione. L’integrazione/inclusione si può ottenere attraverso la valorizzazione culturale. Fare leva sulle paure e sulle fragilità sociali è opera certamente non lodevole. Strumentalizzare la diversità come alterità negativa e costruirci su una carriera significa avere poco da dire politicamente. Troppo facile, caro Ministro, prendersela con chi non ha opportunità di reagire. A lei piace giocare facile e ciò nasconde l’incapacità di combattere problemi reali. Solo i politici con grandi idee e con grandi capacità e coraggio si pongono obbiettivi alti come combattere corruzione, evasione fiscale, mafia, camorra, ndrangheta. Su questi temi veri, concreti e nocivi per la collettività, che lei vorrebbe difendere, deve essere giudicato. La indelicatezza nel far leva sulla sopportazione di tenersi i Rom italiani come cittadini indesiderati e di serie Z in contrapposizione a lei che si ritiene cittadino di serie A e privilegiato, non le fa onore soprattutto non fa onore al suo ruolo che secondo la Costituzione lei dovrebbe svolgere con decoroso comportamento e con adeguato eloquio anche perché dall’estero ci guardano e ci giudicano. Se in Italia ha un personale consenso all’estero mette a repentaglio tutta la credibilità della nostra nazione e del popolo italiano. All’estero non ci sono filtri e le strumentalizzazioni sono facilmente smascherate. Come musicista, compositore e musicologo le consiglio di avvicinarsi alla musica, di ascoltarla almeno. Sono pronto a regalarle il mio CD. La musica ha un effetto straordinario sulla mente e sull’animo e acuisce la sensibilità umana. Dei Rom dovrebbe conoscere la storia e scoprirebbe che il 60% dei Rom italiani sono presenti sul territorio nazionale dal XV secolo. Nel Regno di Napoli fin dal regno angioino ovvero dalla fine del 1300 e scoprirebbe che una colonia di Rom, antenati dei suoi attuali e da lei indesiderati concittadini, hanno fondato la città di Jelsi in provincia di Campobasso. Scoprirebbe che un Rom di nome Lorenzo Perrone era cuoco del re Ferrante d’Aragona che nel 1488 gli regalò a Napoli un appartamento per i suoi buoni servigi. Scoprirebbe che tanti partigiani Rom e Sinti si sono opposti al crimine dei nazi-fascisti contribuendo alla Resistenza.
Scoprirebbe tante altre cose interessanti come la grande influenza della musica romanì sulla musica colta occidentale e gli stili che si sono generati dall’incontro etnofonico dei Paesi ospitanti: flamenco, jazz manouche, musica romanì balcanica e dell’est Europa. Tante cose che le sarebbero utili a superare lo sguardo deformante e utilitaristico che ha del mondo dei Rom e Sinti. Venga il 5 ottobre a Lanciano se crede nei valori umani universali per l’inaugurazione del primo grande MONUMENTO IN ITALIA al Samudaripe (genocidio) dei Rom e Sinti. Si tranquillizzi non abbiamo usato soldi pubblici né i soldi dei politici ma quelli delle associazioni di volontariato, delle associazioni culturali e degli artisti che si prodigati per la raccolta fondi. Sono soldi della società civile per innalzare un baluardo, come templio alle virtù, contro ogni forma di discriminazione oltre che MEMORIA storica necessaria a non ripetere gli errori del passato. Se lei vuole realmente risolvere i problemi dei Rom e Sinti come io lo voglio e lo desidero tanto quanto lei non può non coinvolgere i Rom e Sinti capaci e preparati pronti a dare la loro consulenza gratuita per raggiungere un miglioramento reale utile a tutti. Non si può discutere e risolvere i problemi di un popolo senza realmente coinvolgerlo. Ghandi diceva: fare qualcosa per me senza di me è contro di me. Veda lei, caro Ministro, se vuole prendersi un caffè con un Rom, cittadino italiano esattamente come lei, che la invita, si proprio italianissimo come lei poiché fortunatamente, non siamo nella fattoria orwelliana. But baxt ta sastipe!! Che lei sia sano e fortunato!!!

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